Il tempo a disposizione per completare la procedura online si sta riducendo drasticamente. Mancano infatti pochissime ore alla chiusura definitiva dei termini per la presentazione delle istanze relative alla mini call veloce sul sostegno, un canale straordinario di assunzione pensato per coprire i posti rimasti vacanti dopo le immissioni in ruolo ordinarie.
Nel corso dell'ultimo appuntamento con la rubrica di approfondimento condotta da La Tecnica della Scuola, l'esperto di normativa scolastica Lucio Ficara ha fatto il punto della situazione per chiarire gli aspetti operativi più complessi della procedura. Le domande dei precari inseriti nelle graduatorie di altre province devono essere inoltrate tempestivamente, considerando che la finestra temporale concessa dal Ministero dell'Istruzione e del Merito risulta particolarmente ristretta.
Entrando nel dettaglio del quadro normativo, l'istituto della mini call veloce — introdotto originariamente dal Decreto Legge n. 126 del 2019 e successivamente modificato da interventi legislativi mirati alla semplificazione del reclutamento — si attiva esclusivamente su base volontaria. Possono presentare istanza tutti i docenti inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) e nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) di prima fascia per il sostegno, o negli elenchi aggiuntivi, che non siano già stati stabilizzati nella propria provincia di inserimento originario. Questa misura risponde all'esigenza cronica di coprire le migliaia di cattedre che ogni anno rimangono scoperte, specialmente nelle regioni del Nord Italia dove il fabbisogno di docenti specializzati supera nettamente il numero dei candidati locali.
La mini call veloce rappresenta l'ultima spiaggia per chi punta al ruolo sul sostegno ma richiede una strategia di scelta della provincia estremamente oculata.
Le stime preliminari elaborate dai sindacati di categoria evidenziano come ogni anno restino vacanti tra i 15.000 e i 20.000 posti di sostegno in tutta Italia, nonostante le immissioni in ruolo ordinarie da concorso e GAE. Tuttavia, partecipare alla mini call veloce non è una decisione priva di rischi strategici. Dal punto di vista geografico, la distribuzione dei posti vacanti è estremamente polarizzata: la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l'Emilia-Romagna concentrano oltre il settanta per cento delle disponibilità nazionali. Per questo motivo, i docenti residenti nel Centro-Sud devono valutare con estrema attenzione il rapporto tra i costi legati al trasferimento in un'altra regione — spesso caratterizzata da un costo della vita e degli affitti elevato — e i benefici economici e giuridici derivanti dall'immissione in ruolo a tempo indeterminato.
Ma cosa comporta esattamente la partecipazione a questa procedura telematica per le graduatorie provinciali? A differenza delle normali supplenze, accettare l'incarico tramite questo meccanismo preclude la possibilità di rifiutare la nomina, pena la decadenza dalla graduatoria di provenienza per l'anno scolastico in corso. Molti docenti specializzati si trovano quindi a dover valutare il trasferimento in regioni diverse dalla propria, soppesando i costi logistici ed economici rispetto alla stabilizzazione lavorativa tanto attesa.
Un ulteriore elemento di complessità evidenziato dagli esperti riguarda l'interazione tra la mini call veloce e le supplenze annuali al 31 agosto o al 30 giugno. Chi partecipa e si vede assegnare la cattedra è obbligato a prender servizio, perfezionando il contratto che, dopo il superamento dell'anno di prova e di formazione, si trasformerà a tutti gli effetti in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il mancato perfezionamento dell'assunzione o il rifiuto ingiustificato comportano sanzioni amministrative pesanti, che variano dalla cancellazione temporanea alla decadenza definitiva dalle graduatorie in cui si era inseriti, bloccando di fatto le possibilità di lavoro per l'intera durata della vigenza delle graduatorie stesse.
I sindacati e gli uffici scolastici territoriali stanno monitorando l'afflusso delle istanze, mentre le segreterie scolastiche si preparano a gestire il flusso dei dati per le successive assegnazioni di competenza degli ambiti territoriali. Chi non riesce a completare l'invio della documentazione entro la scadenza fissata rischia di perdere un'occasione irripetibile per il proprio percorso professionale nella scuola pubblica, soprattutto in considerazione del fatto che il fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno continuerà a crescere nei prossimi anni a causa dell'aumento delle certificazioni di disabilità nelle aule scolastiche italiane.
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