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Mobilità dirigenti scolastici: cosa cambia con il decreto 118

Il decreto 118 stabilizza gli organici per il triennio: ecco le novità sulla mobilità dirigenti scolastici e le prospettive per i rientri in sede.

Mobilità dirigenti scolastici: cosa cambia con il decreto 118

La stabilità degli organici è da sempre il nodo gordiano della gestione scolastica italiana. Con la recente pubblicazione del decreto interministeriale n. 118 del 25 giugno 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha finalmente tradotto in atti formali quanto anticipato durante l'informativa dello scorso 29 maggio. Per i dirigenti scolastici, questo passaggio normativo segna un punto di svolta non indifferente, definendo le regole del gioco per il prossimo triennio.

L'Anp, Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola, ha accolto con favore la notizia, sottolineando come la stabilità degli organici rappresenti una condizione necessaria per garantire la continuità didattica e amministrativa. La programmazione triennale, infatti, non è solo un esercizio contabile, ma una leva strategica per chi guida gli istituti, permettendo una pianificazione a lungo termine che spesso è mancata nelle stagioni passate.

Ma quali sono le ricadute concrete per chi attende un trasferimento? Il decreto mira a rendere più fluido il sistema, offrendo maggiori chance per il rientro dei dirigenti scolastici nelle proprie regioni di residenza o di interesse. La stabilità dei posti disponibili, cristallizzata dal provvedimento, riduce l'incertezza che solitamente accompagna le operazioni di mobilità, permettendo ai diretti interessati di valutare con maggiore precisione le proprie prospettive di carriera e di vita privata.

La stabilità degli organici per il triennio 2026-2029 è il presupposto fondamentale per una governance scolastica efficace e per la valorizzazione del ruolo dirigenziale sul territorio.

Non va dimenticato che, parallelamente alla mobilità dei vertici, l'intero sistema scolastico sta vivendo una fase di profonda trasformazione digitale. Anche per il personale che supporta l'attività dirigenziale, come il personale ATA, l'aggiornamento delle competenze diventa un requisito imprescindibile per gestire la complessità delle segreterie moderne. Chi punta a ruoli di maggiore responsabilità deve oggi guardare con attenzione alla propria formazione, considerando strumenti come la certificazione per Coordinatore Amministrativo, che permette di acquisire punteggio e competenze gestionali specifiche.

Il quadro delineato dal decreto 118/2026 si inserisce in un contesto di revisione generale delle procedure. Se da un lato la stabilità triennale è una garanzia, dall'altro richiede ai dirigenti una capacità di adattamento costante alle innovazioni normative e tecnologiche. Resta ora da vedere come le singole USR applicheranno le disposizioni ministeriali nei prossimi mesi, in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico e della definizione definitiva dei quadri dirigenziali su base nazionale.

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