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Nuovi GIT per l'inclusione scolastica: 375 posti per docenti esperti

Al via le selezioni per 375 docenti esperti nei Gruppi per l'Inclusione Territoriale. Ecco requisiti, criteri di valutazione e compiti dei nuovi GIT.

Nuovi GIT per l'inclusione scolastica: 375 posti per docenti esperti

Photo by Valentin Angel Fernandez on Pexels

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso lo schema di Decreto Interministeriale che ridisegna l'assetto dei Gruppi per l'Inclusione Territoriale, un passaggio chiave per la governance del sostegno nelle scuole italiane. Con questo provvedimento vengono definite le procedure di selezione per 375 unità di personale docente esperto destinate a operare a livello provinciale e nelle città metropolitane, offrendo un supporto concreto agli istituti nella gestione dei Percorsi Educativi Individualizzati.

Le graduatorie che scaturiranno dai bandi regionali avranno una validità triennale e serviranno a monitorare l'uso ottimale delle risorse di sostegno disponibili. Per chi ambisce a entrare a far parte di queste squadre, la selezione non sarà una passeggiata: il percorso prevede infatti una rigorosa valutazione curriculare affiancata da un colloquio obbligatorio davanti a una commissione dell'Ufficio scolastico regionale.

Il contesto normativo e gli obiettivi dei GIT

Questa nuova riorganizzazione affonda le sue radici nel Decreto Legislativo n. 66/2017 e successive modifiche introdotte dal D.Lgs. N. 96/2019, norme che hanno profondamente ridefinito l'intero sistema dell'inclusione scolastica e della valutazione della disabilità in Italia. L'obiettivo primario dei Gruppi per l'Inclusione Territoriale non è meramente burocratico, ma mira a colmare la distanza tra i singoli istituti scolastici e gli enti locali, garantendo che i Piani Educativi Individualizzati (PEI) vengano redatti secondo il modello bio-psico-sociale e che le richieste di risorse di sostegno siano calibrate sulle reali esigenze degli studenti, riducendo gli sprechi e ottimizzando l'assegnazione dell'organico di diritto e di fatto.

Chi può partecipare e come funziona la selezione

L'accesso alla procedura è blindato. L'articolo 7 del Decreto stabilisce che la candidatura è riservata esclusivamente ai docenti di ruolo a tempo indeterminato con specializzazione sul sostegno didattico che abbiano già superato il periodo di prova.

Il punteggio massimo attribuibile è di 70 punti, suddiviso in trenta punti per i titoli culturali e quaranta per quelli professionali.
Tra i titoli valutati figurano seconde lauree, dottorati di ricerca, assegni di ricerca e master specifici sull'inclusione scolastica.

Sul versante dei titoli professionali, l'esperienza sul campo fa la differenza. Ogni anno di servizio come docente specializzato sul sostegno regala un punto, fino a un tetto di sette, mentre i ruoli di coordinamento territoriale come il referente provinciale per l'inclusione arrivano a pesare fino a cinque punti. Non mancano riconoscimenti per chi ha operato nei Centri Territoriali di Supporto o ha svolto attività di formazione sui modelli bio-psico-sociali ispirati alla classificazione ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

La distribuzione sul territorio e l'impatto organizzativo

La distribuzione dei 375 posti sul territorio nazionale segue una logica basata sul numero di scuole e di alunni con disabilità registrati nell'ultimo triennio. Roma guida la classifica con ventiquattro posti assegnati, seguita da Napoli con ventidue e Milano con diciannove, mentre in territori più compatti come Biella, Isernia o Sondrio il gruppo sarà composto da una singola unità. I membri selezionati non godranno dell'esonero dalle attività didattiche in aula, ma riceveranno un compenso accessorio definito attraverso una specifica sessione contrattuale nazionale.

Dal punto di vista pratico, questa modalità operativa richiederà ai docenti selezionati una notevole capacità di gestione del tempo, dovendo concettualmente e materialmente affiancare l'orario di cattedra con le attività di consulenza itinerante presso le scuole della provincia. I GIT saranno chiamati a esprimere pareri non vincolanti ma fortemente autorevoli sui progetti di inclusione, supportando i Dirigenti Scolastici e i Gruppi di Lavoro Operativo (GLO) nella risoluzione di criticità complesse legate alla gestione delle disabilità gravi e gravissime, confermando l'importanza cruciale di una formazione accademica solida e continuamente aggiornata per tutto il personale docente coinvolto nel settore.

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