La ripartenza di settembre mette a dura prova la macchina amministrativa e logistica degli istituti scolastici italiani. Tra l'avvio delle lezioni e la gestione dei flussi d'ingresso, il nodo dell'orario di lavoro del personale ATA torna centrale nelle segreterie e nei corridoi. Distribuire le trentasei ore settimanali previste dal contratto collettivo nazionale non è un esercizio di stile, ma una pianificazione complessa che deve contemperare le esigenze di funzionamento della scuola con i diritti dei lavoratori.
Analizzando il quadro normativo di riferimento, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto Istruzione e Ricerca stabilisce che l'orario di lavoro ordinario è di 36 ore settimanali, articolato solitamente su cinque o sei giorni a seconda delle delibere del Consiglio d'Istituto. Tuttavia, la gestione di questo monte ore si scontra quotidianamente con la necessità di garantire l'apertura prolungata dei plessi, che spesso superano le dieci ore giornaliere continuative tra attività didattica antimeridiana, rientri pomeridiani e progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) si trovano così a operare in un perimetro rigido, dove ogni deroga o flessibilità deve essere preventivamente contrattata con le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) d'istituto attraverso la contrattazione integrativa d'area.
I collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e tecnici si trovano a fronteggiare turnazioni che cambiano radicalmente rispetto al periodo estivo. La flessibilità oraria, introdotta per garantire la copertura dei servizi su fasce orarie ampie, richiede un dialogo costante tra la direzione dei servizi generali e amministrativi e il personale.
Organizzare i turni in vista di settembre significa bilanciare le esigenze di servizio con i vincoli contrattuali, evitando contenziosi sindacali difficili da gestire durante l'anno scolastico.Le norme contrattuali offrono margini di manovra, ma la loro applicazione pratica varia da istituto a istituto a seconda del piano di attività deliberato.
Un aspetto particolarmente critico nella stesura dell'orario riguarda la gestione delle cosiddette "ore eccedenti" e del lavoro straordinario. Secondo le rilevazioni sindacali, oltre il 65% delle segreterie scolastiche italiane lamenta una carenza cronica di organico ATA, una situazione che costringe spesso i lavoratori in servizio a coprire i vuoti tramite prestazioni aggiuntive. Queste ore, autorizzate dal DSGA in caso di indifferibile necessità, possono essere liquidate oppure convertite in riposi compensativi, a seconda delle richieste del dipendente e delle disponibilità del fondo d'istituto. La normativa impone tuttavia tetti massimi annuali di straordinario (solitamente fissati entro le 100-120 ore pro capite) per evitare abusi e tutelare la salute psico-fisica del lavoratore, rendendo il lavoro di pianificazione dei turni un vero e proprio bilanciamento algebrico.
Per gli assistenti amministrativi, inoltre, la complessità dell'avvio d'anno scolastico coincide con la gestione delle procedure di immissione in ruolo, delle supplenze brevi e saltuarie e della validazione delle istanze di messa a disposizione (MAD). In questo scenario, le competenze digitali del personale assumono un peso determinante. L'utilizzo dei software ministeriali (come SIDI e la piattaforma unica per il reclutamento), la dematerializzazione dei documenti e la gestione dei fascicoli digitali degli studenti richiedono non solo esperienza, ma una formazione tecnologica avanzata e certificata.
Chi lavora nelle graduatorie di terza fascia o attende la chiamata per una supplenza deve conoscere a fondo questi meccanismi per orientarsi fin dal primo giorno di servizio. Le polemiche sulle turnazioni estive lasciano ora il passo alla programmazione annuale, dove la turnazione pomeridiana e la gestione delle ore eccedenti rappresentano i punti più delicati per i DSGA.
, il successo dell'anno scolastico non dipende unicamente dalla qualità dell'offerta formativa dei docenti, ma poggia saldamente sull'efficienza invisibile ma costante del personale ATA. Affinché la macchina amministrativa non si inceppi, che la governance scolastica promuova una cultura della trasparenza nella distribuzione dei carichi di lavoro, riducendo al minimo i contenziosi e valorizzando la professionalità di chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza e l'agibilità degli spazi scolastici.
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