Le aule delle scuole colpite dal sisma nelle Marche riceveranno un supporto concreto in vista dell'anno scolastico 2026/2027. Con la pubblicazione del decreto direttoriale n. 1616 del 7 agosto 2026, l'amministrazione scolastica ha infatti autorizzato l'attivazione di nuove risorse per fronteggiare le criticità persistenti nei territori terremotati, segnando un passaggio fondamentale nella gestione post-emergenziale delle aree interne del cratere sismico.
L'intervento normativo si inserisce nel solco delle disposizioni speciali previste per la ricostruzione pubblica e sociale, rispondendo a un'esigenza manifestata a più riprese dai sindacati di categoria e dai governi territoriali. Il tessuto scolastico marchigiano, duramente provato dagli eventi sismici del 2016 e dai successivi rallentamenti burocratici legati alla ricostruzione edilizia, necessitava di un intervento strutturale che andasse oltre la mera gestione ordinaria delle supplenze annuali.
Si tratta complessivamente di 72,5 posti in deroga, una boccata d'ossigeno pensata specificamente per gli istituti che faticano a tornare a una normalità burocratica e logistica. Questi spazi organici aggiuntivi verranno ripartiti tra cattedre per il personale docente e profili amministrativi e tecnici, rispondendo alle richieste avanzate dai dirigenti scolastici locali che quotidianamente si scontrano con la dispersione scolastica e la gestione di plessi dislocati su territori montani complessi.
Analizzando la ripartizione interna dei 72,5 posti autorizzati, emerge una chiara attenzione sia alla didattica verticale sia alla tenuta amministrativa degli istituti comprensivi e delle scuole superiori. Circa due terzi delle risorse saranno destinati al potenziamento dell'offerta formativa in aula, con un focus particolare sul sostegno agli studenti con bisogni educativi speciali (BES) e disabilità, la cui incidenza percentuale è cresciuta sensibilmente nei comuni del cratere a causa dello stress psicologico e sociale derivante dallo sfollamento prolungato. La restante quota parte è invece riservata al personale ATA (Assistenti Tecnici e Amministrativi), indispensabile per gestire il surplus di adempimenti burocratici legati ai bandi PNRR per l'edilizia scolastica e alla rendicontazione dei fondi speciali per la ricostruzione.
L'efficacia del provvedimento resta tuttavia subordinata al superamento dei controlli di legittimità e regolarità contabile. La Corte dei conti e la Ragioneria Territoriale dello Stato di Ancona dovranno infatti esprimersi positivamente sul testo prima che le segreterie possano procedere concretamente con le chiamate. Parliamo di passaggi procedurali obbligatori che, sebbene necessari per garantire la correttezza finanziaria dell'operazione, richiedono tempistiche serrate per evitare che le nomine arrivino a anno scolastico già avviato, vanificando in parte l'azione di sostegno preventivo.
Cosa comporteranno questi contratti nella pratica quotidiana? Le immissioni in servizio avverranno tramite contratti a tempo determinato, la cui decorrenza giuridica ed economica scatterà a partire dall'effettiva presa di servizio nelle sedi assegnate, coprendo l'intero arco temporale fino al termine delle attività didattiche. Per i docenti e il personale ATA inseriti nelle graduatorie di istituto e nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), questa misura rappresenta un'opportunità lavorativa di notevole stabilità, garantendo continuità occupazionale e la maturazione del massimo punteggio di servizio specifico previsto dalle tabelle ministeriali, pari a 12 punti per anno scolastico completo.
La ricostruzione passa anche attraverso la stabilità degli organici scolastici nelle aree interne ferite dal terremoto.
Dal punto di vista operativo, le segreterie scolastiche capofila delle province di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro-Urbino dovranno attingere dalle graduatorie vigenti secondo l'ordine di punteggio, procedendo con l'interpello rapido laddove le graduatorie ordinarie dovessero esaurirsi. Questa eventualità è tutt'altro che remota nei territori montani, dove la difficoltà a reperire docenti di materie scientifiche (matematica e fisica) o di sostegno specializzato spinge spesso i dirigenti scolastici a pubblicare avvisi di messa a disposizione (MAD) o interpelli mirati.
Per il personale interessato a presidiare le graduatorie e farsi trovare pronto per l'assegnazione di questi incarichi nelle aree terremotate, la gestione dei punteggi resta un nodo cruciale. Spesso la differenza la fanno i titoli culturali e le certificazioni informatiche o linguistiche registrate a sistema, che consentono di scalare posizioni determinanti in graduatoria proprio nel momento in cui vengono banditi posti in deroga straordinari come quelli previsti dal decreto n. 1616.
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