L'intelligenza artificiale entra stabilmente nei programmi di aggiornamento del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Tra pochi mesi, esattamente dall’8 al 10 settembre 2026, prenderà il via la settima edizione della PATHS Summer School, un appuntamento ormai consolidato per chi vive la scuola ogni giorno e cerca strumenti concreti per affrontare la trasformazione tecnologica.
Questo percorso di alta formazione si inserisce in un quadro normativo e strategico ben definito, che fa capo alle linee guida europee per la didattica digitale e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nello specifico alla linea di investimento dedicata alla transizione digitale della scuola. Secondo i recenti dati dell'Osservatorio Tecnologico del MIM, oltre il 65% dei docenti italiani avverte oggi la necessità di un supporto metodologico strutturato per gestire l'introduzione dei sistemi generativi in classe, superando la fase della sperimentazione spontanea e spesso disordinata.
Promossa da INDIRE in modalità interamente online, l'iniziativa di quest'anno accende i riflettori su un binomio complesso quanto urgente: “Problemi filosofici: sfide dell’IA e sviluppi del pensiero critico”. Non si tratta soltanto di imparare a usare l'ennesimo software didattico, ma di interrogarsi sull'impatto che gli algoritmi generativi hanno sull'autonomia di giudizio degli studenti, sulla responsabilità individuale e sulla cittadinanza digitale.
L'urgenza di questo confronto pedagogico trova riscontro nelle aule di ogni ordine e grado, dove il rischio del plagio automatizzato o della delega cognitiva totale rappresenta una delle minacce più insidiose per la crescita degli studenti. La Summer School intende fornire ai consigli di classe chiavi di lettura epistemologiche per trasformare i chatbot e i sistemi di machine learning da elementi di distrazione o scorciatoie a veri e propri oggetti di indagine critica, stimolando gli alunni a verificarne le fonti, a riconoscerne i bias cognitivi e a comprendere i limiti etici ed ecologici legati al loro utilizzo massiccio.
La vera sfida educativa non è rallentare la tecnologia, ma insegnare agli studenti a interrogarla con spirito critico ed etico.
A chi si rivolga l'offerta formativa INDIRE
La partecipazione è aperta a titolo gratuito a tutto il personale docente e ai dirigenti scolastici di ogni ordine e grado. Un'attenzione particolare è riservata anche al delicato settore dell'istruzione degli adulti, includendo esplicitamente i CPIA, i percorsi di secondo livello e le sezioni scolastiche attive negli istituti penitenziari, contesti in cui l'innovazione digitale assume una valenza inclusiva ancora più marcata.
Per i docenti delle scuole secondarie, in particolare, l'integrazione di questi temi all'interno dell'Educazione Civica rappresenta un'opportunità irrinunciabile per adempiere alle Linee Guida ministeriali, che richiedono un focus costante sui rischi della rete e sulla consapevolezza algoritmica. Parallelamente, anche il personale ATA e le funzioni strumentali per la digitalizzazione possono trarre importanti indicazioni operative sulla gestione sicura e trasparente dei dati personali e scolastici all'interno degli ecosistemi digitali d'istituto.
Il palinsesto delle tre giornate prevede un'alternanza fitta tra sessioni plenarie, contributi scientifici di rilievo accademico, momenti di dibattito aperto e laboratori pratici. Tra i nodi centrali del programma spiccano i dilemmi etici legati agli algoritmi, l'uso consapevole del gioco come metodologia di apprendimento e la programmazione delle attività PATHS previste per l'intero anno scolastico 2026/2027.
I laboratori pomeridiani, in particolare, adotteranno un approccio basato sul metodo del peer learning e sull'analisi di casi studio reali, consentendo ai partecipanti di progettare unità di apprendimento (UDA) interdisciplinari immediatamente spendibili in classe sin dai primi giorni del nuovo anno scolastico.
Per prendere parte agli eventi e consultare i materiali didattici è obbligatorio completare la registrazione sulla piattaforma dedicata PATHS. Chi non riuscirà a seguire gli appuntamenti in tempo reale non perderà l'opportunità di aggiornarsi: tutte le sessioni resteranno fruibili in modalità asincrona all'interno dell'area riservata della piattaforma, garantendo la massima flessibilità a chi ha impegni professionali o personali.
L'attestato di partecipazione rilasciato al termine del percorso concorre inoltre al soddisfacimento dell'obbligo formativo dei docenti, inserendosi coerentemente nel piano di formazione obbligatoria d'istituto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) vigente.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu — la certificazione ufficiale delle competenze digitali del docente, utile per valorizzare il proprio profilo professionale e acquisire punteggio nelle graduatorie.


