L'Università degli Studi Link ha pubblicato il bando per la prima edizione del percorso abilitante 30 CFU ai sensi dell'articolo 13 del DPCM 4 agosto 2023. Parliamo di un'opportunità molto attesa dal corpo docente, con le immatricolazioni che resteranno aperte fino al prossimo 28 settembre. La partenza delle lezioni è fissata invece per il mese di ottobre, dando il via a un percorso formativo pensato specificamente per chi possiede già un titolo di abilitazione o la specializzazione sul sostegno.
Analizzando il quadro normativo di riferimento, questa tipologia di percorso si inserisce nella più ampia riforma del reclutamento scolastico delineata dalla Legge 79/2022 e successivamente attuata dai decreti ministeriali. L'obiettivo primario del Ministero dell'Istruzione e del Merito è quello di semplificare la mobilità professionale verticale e orizzontale dei docenti di ruolo e non, valorizzando le competenze già acquisite attraverso una riduzione del carico didattico rispetto ai percorsi ordinari da 60 CFU, pur garantendo standard qualitativi elevati nella formazione pedagogica.
Ma chi può accedere concretamente a questa offerta formativa? Il provvedimento riguarda i docenti che desiderano ampliare il proprio raggio d'azione professionale. Possono presentare domanda i professori già abilitati su una classe di concorso che vogliono conquistarne una seconda, chi intende cambiare grado di istruzione — passando ad esempio dalla scuola primaria alla secondaria — e i titolari di sostegno che puntano a un posto comune.
Per quanto riguarda l'impatto sul personale scolastico, la misura rappresenta una risposta concreta alle esigenze di flessibilità degli istituti, che spesso faticano a coprire alcune classi di concorso specifiche a causa della carenza di docenti abilitati. L'accesso a questi percorsi permette non solo di arricchire il proprio curriculum vitae in vista delle future graduatorie e procedure concorsuali, ma offre anche una solida base di aggiornamento metodologico, indispensabile per affrontare le sfide educative contemporanee legate all'inclusione, alla digitalizzazione della didattica e alla gestione delle dinamiche d'aula.
Le modalità di erogazione delle lezioni puntano alla flessibilità, pur mantenendo paletti rigidi sulla presenza. La didattica si svolgerà in modalità sincrona attraverso aule virtuali dotate di sistemi per il controllo degli accessi, imponendo una soglia minima di frequenza pari al settanta percento per ciascuna attività. Gli iscritti potranno optare tra la formula weekend o quella settimanale, quest'ultima attivata però soltanto al raggiungimento di almeno duecentocinquanta adesioni. Tra i vantaggi previsti dal DM 621/2024 figura anche il riconoscimento di sei CFU nell'ambito disciplinare M-PED/03 per chi ha già completato percorsi analoghi o il sostegno, garantendo l'esonero dalla relativa frequenza.
Entrando nel dettaglio del piano di studi, i trenta crediti formativi sono interamente focalizzati sulle metodologie e tecnologie didattiche applicate alle discipline di riferimento. Questo significa che il percorso non ripeterà le nozioni disciplinari già certificate dal titolo di studio o dalla precedente abilitazione, ma si concentrerà sul "come insegnare", affrontando la progettazione curricolare, la valutazione formativa e sommativa, e l'uso delle piattaforme e-learning nella didattica quotidiana.
Il percorso prevede trenta crediti formativi dedicati alle metodologie didattiche specifiche, culminando in un esame finale in presenza con prova scritta e lezione simulata.
La prova finale, momento culminante del percorso, richiederà una particolare cura nella preparazione: la prova scritta verificherà la padronanza delle competenze pedagogiche acquisite, mentre la lezione simulata metterà alla prova le capacità di public speaking, gestione del tempo e progettazione didattica interattiva di fronte a una commissione d'esame composta da esperti del settore.
Un nodo cruciale riguarda la gestione della doppia iscrizione. La normativa consente di frequentare il corso in contemporanea con altri percorsi universitari, a patto che questi ultimi non prevedano l'obbligo di frequenza. Restano invece esclusi i corsi singoli finalizzati all'integrazione dei crediti di accesso, che vanno tassativamente completati prima dell'immatricolazione. Una deroga specifica è invece prevista per i docenti con titolo estero impegnati nel percorso di specializzazione disciplinato dal DM 77/2025.
A completamento delle informazioni utili per chi intende presentare domanda, si consiglia di monitorare costantemente i portali istituzionali degli atenei accreditati e di verificare con attenzione il possesso di tutti i requisiti di accesso prima di procedere con il pagamento delle tasse universitarie e della tassa regionale per il diritto allo studio, elementi indispensabili per il perfezionamento dell'immatricolazione nei termini stabiliti dal bando.
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