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Precariato scolastico, Flc Cgil: stangata su sostegno e ATA

La Flc Cgil denuncia la precarietà nella scuola con 250.000 contratti a termine. Sostegno in deroga e blocco ATA al centro del dibattito.

Precariato scolastico, Flc Cgil: stangata su sostegno e ATA

Un sistema che si regge quasi interamente sui contratti a tempo determinato non può definirsi a regime. I dati snocciolati dai sindacati fotografano una falla strutturale che ogni settembre mette a rischio l'avvio delle lezioni in migliaia di istituti italiani. Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, ha puntato il dito contro una gestione ministeriale che continua a rimandare le soluzioni definitive, preferendo interventi tampone alla programmazione di lungo respiro.

Le cifre parlano chiaro e lasciano poco spazio alle interpretazioni di parte. Nell'ultimo anno scolastico le cattedre e le scrivanie occupate da supplenti hanno toccato quota 250.000 unità. Di questo esercito invisibile, ben 200.000 riguardano i docenti. La fetta più pesante è rappresentata dai posti di sostegno in deroga, arrivati a quota 140.000: una misura nata per far fronte all'emergenza ma ormai cronicizzata nei bilanci statali, in palese violazione delle sentenze della Corte Costituzionale che impongono una stabilizzazione del diritto all'istruzione per gli alunni con disabilità.

Dietro questi numeri si cela una burocrazia farraginosa che incide pesantemente anche sui tempi della PA scolastica. I ritardi nell'assegnazione degli incarichi annuali (le cosiddette immissioni in ruolo da GPS e le nomine al 30 giugno o 31 agosto) generano un effetto domino devastante. Spesso le graduatorie provinciali per le supplenze risultano esaurite, costringendo i Dirigenti Scolastici a ricorrere alle MAD (Messe a Disposizione) e a decreti d'urgenza che reclutano personale non sempre in possesso della specifica abilitazione, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell'offerta formativa.

Ma la situazione non è meno critica per i servizi amministrativi e ausiliari, dove i contratti a tempo determinato sul personale ATA si attestano intorno alle 50.000 unità. Un dato allarmante se si considera che la digitalizzazione spinta della pubblica amministrazione, l'introduzione della piattaforma Unica e la gestione dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) gravano interamente sulle spalle di segreterie sotto-organico e costantemente provate dal turn-over. Come si può garantire la continuità didattica e amministrativa con questi volumi di precariato? La domanda resta aperta mentre i sindacati chiedono la cancellazione immediata del blocco del turnover, un vincolo che impedisce alle scuole di programmare assunzioni stabili nonostante i posti vacanti siano reali e numericamente certificati.

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso di alta formazione mirato ad ampliare le competenze gestionali del personale di segreteria e incrementare il punteggio nelle graduatorie di terza fascia.

La questione del precariato storico si scontra inoltre con le procedure dei concorsi a crocette e dei percorsi abilitanti straordinari previsti dal PNRR, spesso criticati per i costi elevati a carico dei partecipanti e per i tassi di bocciatura che non rispondono al reale fabbisogno di docenti. A pagarne le conseguenze non è solo il corpo docente, costretto a una precarizzazione esistenziale fatta di trasferimenti continui da una provincia all'altra e di mesi estivi senza stipendio, ma soprattutto l'utenza: gli studenti che ogni anno rischiano di veder cambiare tre o quattro insegnanti per la stessa materia.

La scuola italiana galleggia grazie a un quarto di milione di precari tra docenti e ATA, una voragine che nessun piano straordinario fin qui ha saputo colmare.

La richiesta avanzata da Corso Italia è netta e non ammette ulteriori rinvii burocratici: servono fatti concreti e investimenti strutturali nella legge di bilancio, abbandonando la propaganda politica e superando il vincolo del 39% imposto dai tetti di spesa europei sul pubblico impiego. Stabilizzare il personale in servizio significa restituire dignità ai lavoratori e garantire agli studenti quel diritto allo studio che la supplenza breve finisce inevitabilmente per compromettere. Tra graduatorie esaurite e concorsi lumaca, il personale ATA e i docenti continuano a pagare il prezzo più alto di un'impasse amministrativa che dura da troppo tempo, mentre l'Unione Europea continua a monitorare l'Italia per l'abuso reiterato dei contratti a termine nella scuola.

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