La scuola italiana si trova di fronte a una sfida tecnologica senza precedenti. La Relazione 2025 del Garante per la protezione dei dati personali ha inserito le istituzioni scolastiche tra i fronti più sensibili, evidenziando come l'integrazione di strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale richieda un cambio di passo radicale. Non si tratta più soltanto di gestire in modo corretto registri o graduatorie, ma di governare flussi di informazioni che coinvolgono direttamente la sfera personale di studenti, famiglie e personale scolastico.
L'introduzione dell'intelligenza artificiale, inclusi i servizi digitali previsti nell'ambito della Piattaforma Unica del Ministero dell'Istruzione e del Merito, non rappresenta un semplice aggiornamento tecnico. L'Autorità ha chiarito che l'innovazione deve poggiare su pilastri precisi: centralità della persona, sicurezza etica e, soprattutto, trasparenza. Per il personale scolastico, questo significa che ogni strumento adottato deve essere valutato in base a criteri di proporzionalità: quali dati vengono raccolti, dove sono conservati e chi ha effettivamente accesso a queste informazioni?
L'innovazione tecnologica nelle aule non può prescindere dalla tutela dei diritti fondamentali: la scuola deve garantire che ogni strumento digitale rispetti il principio di minimizzazione dei dati.
Il tema della sicurezza informatica è diventato critico. Nel corso del 2025, il Garante ha registrato 2.415 notifiche di data breach, un numero in costante crescita che coinvolge anche il settore pubblico e, inevitabilmente, le scuole. Le violazioni possono riguardare credenziali di accesso, documenti sensibili, valutazioni o provvedimenti disciplinari. Proprio per questo, l'attenzione sulle procedure di accesso al registro elettronico e sulle modalità di condivisione delle informazioni è massima. Le linee guida ministeriali vietano esplicitamente pratiche invasive, come il riconoscimento delle emozioni, raccomandando l'uso di dati sintetici ogni qualvolta sia possibile.
Anche le dinamiche quotidiane, come l'uso delle chat di classe o la condivisione di immagini e video online, rientrano nel perimetro di controllo dell'Autorità. Il Garante ribadisce la necessità di privilegiare i canali istituzionali, come il registro elettronico, per le comunicazioni ufficiali, limitando la diffusione di dati personali in contesti informali. Per docenti e personale ATA, acquisire una solida competenza digitale non è più solo una questione di aggiornamento professionale, ma un requisito indispensabile per operare in un ambiente scolastico sicuro e conforme alle normative vigenti.
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