Il Rapporto nazionale Invalsi 2026, presentato recentemente a Roma, offre uno spaccato complesso del sistema scolastico italiano. Le rilevazioni, condotte tra marzo e maggio su un campione vastissimo che ha coinvolto oltre 11.400 istituti e milioni di studenti, evidenziano una frattura netta tra le discipline tradizionali e le nuove competenze richieste dal mercato globale.
Se da un lato la matematica continua a rappresentare un ostacolo critico, specialmente nella scuola primaria, dall'altro si consolida un trend positivo nelle competenze digitali e nella lingua inglese. I dati parlano chiaro: quasi il 40% dei bambini delle elementari non possiede le conoscenze di base in matematica, un dato che segna un calo di circa 3 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Rispetto al 2019, il divario pre-pandemico appare ancora difficile da colmare, con una flessione media dell'8-10% che preoccupa docenti e dirigenti.
Eppure, non mancano i segnali di ripresa. Nell'ultimo anno delle superiori, la quota di studenti che raggiunge il livello obiettivo in matematica sale dal 49% al 52%, con un Mezzogiorno che mostra segnali di crescita incoraggianti, passando dal 40% al 45%. Anche sul fronte dell'italiano, i maturandi invertono la rotta, migliorando le proprie performance rispetto al 2025, sebbene permangano difficoltà strutturali nella comprensione del testo scritto già a partire dalla scuola primaria.
Il successo nelle competenze digitali e linguistiche dimostra che la scuola italiana sta rispondendo con efficacia alle sfide dell'innovazione, nonostante le criticità nelle materie di base.
Il vero punto di forza emerso dal rapporto riguarda l'inglese e l'alfabetizzazione informatica. Il 63% degli studenti raggiunge il livello B2/B1+ nella comprensione scritta, confermando che gli investimenti in formazione linguistica stanno dando i frutti sperati. Questo scenario rende ancora più urgente per il personale scolastico l'acquisizione di certificazioni riconosciute, fondamentali non solo per il punteggio nelle graduatorie, ma per allinearsi agli standard europei richiesti dal IDCERT DigComp 2.2, che certifica le competenze digitali necessarie per una didattica moderna e inclusiva.
La sfida per il prossimo anno scolastico sarà dunque quella di bilanciare il potenziamento delle competenze digitali con un recupero mirato nelle discipline STEM. Il Ministero, attraverso le parole del Ministro Valditara, ha sottolineato l'importanza del recupero della dispersione scolastica, con oltre 520mila ragazzi riportati nel percorso formativo. Resta però il nodo dei divari territoriali, che vedono ancora il Centro-Nord mantenere un vantaggio competitivo rispetto al Sud, nonostante i progressi registrati nelle aree più fragili del Paese.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigComp 2.2 e British Institutes B2, certificazioni essenziali per potenziare il proprio profilo professionale e acquisire punteggio utile nelle graduatorie GPS.


