La continuità didattica per gli alunni con disabilità rappresenta un nodo cruciale dell'organizzazione scolastica. Anche per l'anno scolastico 2026/27, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha confermato la possibilità per le famiglie di richiedere la conferma del docente di sostegno che ha seguito l'alunno nell'anno precedente, una misura volta a garantire stabilità nel percorso formativo degli studenti più fragili.
Il meccanismo operativo ha visto una scadenza fondamentale fissata al 31 maggio scorso. Entro tale data, i genitori degli alunni con disabilità hanno avuto la facoltà di presentare formale richiesta di riconferma alla scuola di servizio. Spetta ora alle istituzioni scolastiche valutare la sussistenza dei requisiti necessari, in particolare la conferma del posto di sostegno in organico di diritto o di fatto per il prossimo anno scolastico.
I vincoli normativi per la riconferma del docente
È importante chiarire che la richiesta della famiglia non garantisce automaticamente la nomina. La procedura si inserisce nel quadro delle operazioni di conferimento delle supplenze dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Il docente deve essere in possesso dei titoli necessari e la sua posizione in graduatoria deve consentire l'assegnazione dell'incarico nel rispetto delle norme vigenti.
La continuità didattica non è un diritto soggettivo assoluto del docente, ma una misura subordinata alla disponibilità del posto e alla corretta procedura di nomina dalle GPS.
Molti docenti si interrogano sulla necessità di rientrare nel cosiddetto "primo bollettino" di nomina per vedere accolta la richiesta di riconferma. La normativa vigente chiarisce che la continuità deve essere garantita nel rispetto delle graduatorie e delle tempistiche ministeriali. Se il docente è presente nelle GPS e il posto risulta disponibile, l'amministrazione procede all'assegnazione, dando priorità alla richiesta della famiglia laddove le condizioni tecniche lo permettano.
La gestione di queste nomine richiede una pianificazione attenta da parte degli Uffici Scolastici Territoriali (USP). La stabilità del docente di sostegno non dipende solo dalla volontà della famiglia, ma deve armonizzarsi con il corretto scorrimento delle graduatorie, evitando che la riconferma leda il diritto di altri aspiranti con punteggio superiore in caso di nuove disponibilità di posti.
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