Il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 è tornato a riunirsi presso la sede dell'ARAN, segnando una fase cruciale per il personale docente e ATA. Dopo la recente chiusura della verifica relativa all'ipotesi economica, il confronto si è spostato con decisione sulla parte normativa, un ambito che richiede interventi strutturali profondi per allineare l'organizzazione del lavoro alle attuali esigenze del sistema scolastico italiano.
Elvira Serafini, segretaria generale dello Snals-Confsal, ha sottolineato come l'incontro rappresenti un passaggio obbligato per affrontare le criticità che da tempo gravano sulla gestione quotidiana degli istituti. La discussione, che ha visto il coinvolgimento delle principali sigle sindacali, si è concentrata sulla necessità di definire regole più chiare per il personale, superando le rigidità che spesso ostacolano l'efficienza operativa e il benessere lavorativo all'interno delle scuole.
Le priorità del confronto tra ARAN e sindacati
La trattativa, che ha fissato un nuovo appuntamento per il 22 luglio, mira a risolvere nodi che vanno ben oltre la semplice questione salariale. Tra i temi caldi figurano la revisione dei profili professionali, la gestione delle supplenze e l'implementazione di modelli organizzativi capaci di valorizzare le competenze acquisite dal personale. La sfida è quella di costruire un impianto normativo che sia, al contempo, flessibile e tutelante, capace di rispondere alle sfide di una scuola sempre più digitalizzata e inclusiva.
Il rinnovo del CCNL 2025-2027 deve rappresentare l'occasione per riformare l'organizzazione del lavoro e dare risposte concrete alle istanze di docenti e personale ATA.
Il clima di confronto, pur nella complessità dei temi trattati, riflette la consapevolezza che il sistema scolastico necessita di un aggiornamento normativo condiviso. Le parti sociali sono chiamate a un lavoro di sintesi che sappia bilanciare le esigenze di bilancio con il riconoscimento del valore professionale di chi opera quotidianamente nelle aule e negli uffici di segreteria. L'attenzione resta alta su come queste modifiche incideranno, in concreto, sulla carriera e sulla stabilità lavorativa di migliaia di lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca.
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