Formazione & Certificazioni

Scienze della Formazione Primaria 2026/27: ecco i posti autorizzati dal MUR

Pubblicato il decreto MUR per Scienze della Formazione Primaria 2026/2027: autorizzati 11.937 posti per l'accesso ai corsi a ciclo unico.

Scienze della Formazione Primaria 2026/27: ecco i posti autorizzati dal MUR

Photo by Ludovic Delot on Pexels

Undicimilasettecentotrentadue posti per chi guarda alla cattedra con determinazione, distribuiti in un mosaico accademico che da Napoli a Milano ridisegna le prospettive della scuola dell'infanzia e primaria. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha rotto gli indugi firmando il decreto ministeriale n. 992, un provvedimento che fissa la programmazione degli accessi per l’anno accademico 2026/2027 raccogliendo le segnalazioni sul fabbisogno reale avanzate dal Ministero dell’Istruzione. Una pianificazione che risponde direttamente alle urgenze del sistema scolastico nazionale, sempre più bisognoso di linfa fresca e di personale adeguatamente formato per affrontare le sfide educative contemporanee.

Dietro la cifra tonda dei posti autorizzati si muove una macchina organizzativa che quest'anno gode di una boccata d'ossigeno burocratica non indifferente. Grazie alle semplificazioni legate all'attuazione del PNRR e alle recenti disposizioni in materia di sbocco delle procedure concorsuali, la forbice temporale tra la pubblicazione dei bandi e lo svolgimento delle prove di selezione si è ristretta drasticamente, passando dai tradizionali sessanta giorni a un preavviso di soli trenta giorni per gli atenei. Questa contrazione dei tempi impone agli aspiranti docenti una preparazione tempestiva e mirata, azzerando i margini di improvvisazione nello studio dei test d'accesso.

La ripartizione dei posti e le sedi di riferimento

L’offerta formativa complessiva tocca quota 11.937 unità, calcolata direttamente sulle reali capacità di accoglienza dichiarate dai singoli atenei italiani e vagliata dall'ANVUR per garantire standard didattici d'eccellenza. La quasi totalità delle risorse, precisamente 11.732 posti inseriti nella Tabella A, viene riservata ai cittadini dell’Unione Europea e ai candidati non comunitari con regolare permesso di soggiorno in Italia. A completare il quadro ci sono i 205 posti della Tabella B, destinati ai candidati non UE residenti all’estero, con una preziosa clausola di salvaguardia che permette di ripescare i residenti in Italia qualora i contingenti esteri dovessero rimanere deserti.

Analizzando l'andamento storico delle iscrizioni, emerge chiaramente come la richiesta di accesso a Scienze della Formazione Primaria superi costantemente di gran lunga il numero dei posti disponibili, con un rapporto medio di candidati per singolo banco che spesso supera il 4 a 1 nelle regioni del Mezzogiorno. Tale squilibrio evidenzia non solo l'attrattività della professione docente in termini di stabilità lavorativa, ma anche la persistenza di un divario strutturale tra la domanda di formazione accademica e la capacità ricettiva delle singole università statali e paritarie.

La programmazione degli accessi per Scienze della Formazione Primaria rappresenta il primo tassello fondamentale per colmare la cronica carenza di docenti specializzati nelle scuole italiane, garantendo al contempo il rispetto dei parametri di qualità dell'insegnamento stabiliti dall'Unione Europea.

Scorrendo la mappa dei poli accademici con la maggiore capienza, spicca l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con ben 685 posti messi a bando, seguita dalla Milano-Bicocca con 505 ammissioni. Registrano numeri importanti anche la Link Campus di Roma e l’ateneo di Salerno a Fisciano, entrambi attestati a quota 460 unità, mentre Roma Tre si ferma a 420 posti. Chiudono la fascia alta Bologna con 320, Firenze con 360, Macerata a quota 350, e infine Perugia e Urbino che offrono 340 posti ciascuna. Cifre che delineano una distribuzione geografica marcatamente sbilanciata, che costringe ogni anno migliaia di studenti a una mobilità interregionale pur di coronare il sogno dell'abilitazione.

Il sistema prevede inoltre una rete di sicurezza per recuperare i posti eventualmente rimasti vacanti dopo lo scorrimento delle graduatorie locali. Chi non è riuscito a superare la selezione nel proprio ateneo di prima scelta potrà infatti concorrere nei bandi di ripescaggio pubblicati dalle singole università, dove i criteri di ammissione si allentano consentendo l'ingresso anche a chi ha totalizzato una valutazione inferiore alla soglia di 55/80. Resta tuttavia un punto interrogativo per alcune sedi specifiche, come Catanzaro, la sede napoletana della Link Campus e Siracusa per l'Università Kore di Enna, il cui avvio definitivo resta subordinato al completamento delle procedure di accreditamento ministeriale e alla verifica dei requisiti strutturali e di organico docente richiesti dalla normativa vigente.

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