La fine dell'anno scolastico, tradizionalmente dedicata alla valutazione degli apprendimenti, si è trasformata in un momento di crescente tensione per il corpo docente. Gli scrutini sono ormai accompagnati dallo spettro costante dei ricorsi, una pratica che ha visto un’impennata significativa negli ultimi anni. Solo nella città di Roma, i ricorsi contro le decisioni dei consigli di classe sono aumentati del 25% nell’ultimo quinquennio, delineando uno scenario in cui il timore di contestazioni legali rischia di condizionare l'esercizio della libertà di insegnamento e la valutazione oggettiva degli studenti.
Il fenomeno solleva interrogativi profondi sulla natura del rapporto scuola-famiglia. Spesso, il registro elettronico viene percepito non solo come uno strumento di trasparenza, ma come un terreno di scontro dove ogni voto insufficiente o giudizio negativo diventa oggetto di analisi minuziosa da parte dei genitori, pronti a contestare la correttezza formale e sostanziale dell'operato dei docenti. Questa pressione costante genera un clima di insicurezza che può portare a una sorta di "difesa preventiva", dove il docente, per timore di contenziosi, potrebbe sentirsi scoraggiato nel bocciare, anche di fronte a risultati scolastici palesemente insufficienti.
La gestione del contenzioso e la tutela professionale
Le organizzazioni sindacali, come UIL Scuola e CISL Scuola, osservano con preoccupazione questo trend, sottolineando come la scuola debba mantenere la propria autonomia didattica pur garantendo la massima correttezza procedurale. La questione non riguarda solo la preparazione pedagogica, ma anche la capacità del docente di documentare in modo ineccepibile il percorso formativo dello studente. La trasparenza, supportata da una solida competenza digitale e metodologica, rimane l'unico vero scudo contro le contestazioni infondate.
La valutazione è un atto pedagogico complesso che richiede non solo competenza disciplinare, ma anche una solida capacità di documentazione e gestione dei processi valutativi.
Il rischio concreto è che la paura del ricorso svuoti di significato il momento della valutazione, trasformando il consiglio di classe da organo collegiale deliberativo a un ufficio burocratico preoccupato esclusivamente di evitare vizi di forma. Per contrastare questa tendenza, è fondamentale che i docenti investano costantemente nel proprio aggiornamento professionale, acquisendo strumenti che permettano di gestire la didattica e la valutazione con maggiore consapevolezza e rigore, riducendo così gli spazi di manovra per eventuali ricorsi basati su presunte lacune procedurali.
Per chi desidera certificarsi e potenziare il proprio profilo professionale con strumenti riconosciuti, su CEMFORM sono disponibili diverse opzioni di formazione. I docenti possono incrementare il proprio punteggio nelle graduatorie GPS con la certificazione IDCERT DigCompEdu (2 punti) o il pacchetto combinato IDCERT DigComp 2.2 + DigCompEdu (3 punti). Per il personale ATA, sono disponibili percorsi come la certificazione EIPASS 7 Moduli Standard (titolo di accesso) e il corso di Dattilografia (1 punto). Inoltre, è possibile arricchire il curriculum con le certificazioni linguistiche British Institutes (B2, C1, C2) o con i percorsi didattici dedicati a LIM, Tablet, Coding e Teacher, oltre ai master e corsi di perfezionamento eCampus.


