Rimanere svegli fino all'alba per seguire le partite della nazionale inglese, sacrificando le lezioni del mattino successivo. Non si tratta di una trovata goliardica di un gruppo di adolescenti, ma di un consiglio ufficiale arrivato da Thomas Tuchel, commissario tecnico della nazionale di calcio dell'Inghilterra. Il tecnico ha invitato i genitori a giustificare l'eventuale assenza dei figli per permettere loro di assistere agli incontri della rassegna iridata del 2026.
Le parole del CT hanno scatenato una reazione immediata nel mondo scolastico internazionale, riaccendendo il confronto sul valore della frequenza scolastica rispetto ad eventi di grande portata mediatica. Se per molti sportivi si tratta di un'opportunità unica di condivisione generazionale, per il personale docente e per le istituzioni scolastiche la questione solleva dubbi legati al diritto allo studio e alla regolarità del percorso didattico.
Il suggerimento di Tuchel trasforma l'assenza scolastica da eventualità a scelta deliberata, mettendo in crisi il patto educativo tra scuola e famiglia.
In Italia, il dibattito si inserisce in un contesto normativo rigoroso, dove le assenze degli studenti sono monitorate con attenzione, specialmente per il rispetto del monte ore annuale necessario alla validità dell'anno scolastico. I docenti, spesso alle prese con le sfide della certificazione competenze digitali docenti per innovare la didattica in aula, vedono in queste richieste un ostacolo al consolidamento di un ambiente di apprendimento costante e continuativo.
La gestione di tali richieste da parte delle segreterie scolastiche e dei dirigenti richiede equilibrio tra la flessibilità richiesta dalle famiglie e la necessità di mantenere standard didattici elevati. Resta da vedere come le istituzioni scolastiche reagiranno di fronte a eventuali richieste di giustificazione legate esclusivamente ad eventi sportivi, in un momento in cui la scuola punta a rafforzare le competenze trasversali e la presenza attiva degli studenti in classe.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu — una certificazione accreditata che attesta le competenze digitali dei docenti, fondamentale per l'aggiornamento professionale e per l'acquisizione di 2 punti nelle graduatorie GPS.