La storia della piccola alunna di Filicudi, giunta al termine del ciclo della scuola primaria con l'incognita del percorso di studi successivo, riporta d'attualità una ferita aperta per il sistema scolastico italiano. Per proseguire la propria istruzione, la bambina dovrebbe affrontare quotidianamente il viaggio in aliscafo verso Salina, una soluzione che non rappresenta solo un disagio logistico, ma una vera e propria barriera all'accesso equo all'istruzione.
Questo scenario non è un'eccezione isolata, ma il riflesso di una condizione che, tra gli anni '60 e '70, coinvolgeva decine di migliaia di studenti residenti nelle aree più remote del Paese. All'epoca, il sistema scolastico rispondeva a queste criticità attraverso le pluriclassi e una rete di presidi territoriali che oggi, a causa del dimensionamento scolastico e del calo demografico, sono stati progressivamente ridotti o accorpati.
Il diritto allo studio tra logistica e innovazione
Il dibattito odierno si interroga su come garantire la continuità didattica in contesti geograficamente svantaggiati. Se mezzo secolo fa la soluzione risiedeva nella presenza fisica capillare, oggi la sfida si sposta verso l'integrazione tra didattica in presenza e strumenti digitali avanzati. La tecnologia non deve sostituire il docente, ma agire come ponte per annullare le distanze fisiche che separano gli alunni delle isole minori dai poli scolastici centrali.
La scuola nelle isole minori non può essere considerata un costo accessorio, ma un presidio fondamentale per la tenuta sociale e culturale del territorio.
Le istituzioni, dal Ministero dell'Istruzione e del Merito fino alle autorità locali, sono chiamate a definire protocolli che tutelino il diritto allo studio anche dove la geografia impone limiti severi. La gestione del personale ATA e dei docenti in queste zone richiede una visione che superi la logica dei numeri, puntando sulla qualità dell'offerta formativa e sulla garanzia di servizi essenziali che evitino lo spopolamento dei piccoli centri.
Per chi desidera potenziare le proprie competenze professionali e migliorare il proprio punteggio nelle graduatorie, CEMFORM offre diverse soluzioni certificate. È possibile conseguire la certificazione informatica IDCERT DigComp 2.2 (1 punto GPS) o la certificazione docenti IDCERT DigCompEdu (2 punti GPS), oppure optare per il pacchetto combinato DigComp 2.2 + DigCompEdu per ottenere 3 punti GPS. Per il personale ATA, sono disponibili la certificazione EIPASS 7 Moduli Standard (titolo di accesso) e il corso di Dattilografia (1 punto ATA). Per il potenziamento linguistico, sono attive le certificazioni British Institutes B2 (3 punti GPS), C1 (4 punti GPS) e C2 (5 punti GPS), oltre ai percorsi CLIL + Inglese B2 (30 CFU). Completano l'offerta i corsi di didattica digitale come LIM, Tablet, Coding e Teacher, i percorsi professionalizzanti come ASACOM, OSA, OPI e SAB, e l'ampia offerta formativa eCampus che include lauree, Master, corsi di perfezionamento 60/120 CFU e corsi singoli.


