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Scuole come forni: il rischio caldo per docenti e alunni

Il malore di un alunno a Venezia riaccende il dibattito sulla sicurezza termica nelle aule.

Scuole come forni: il rischio caldo per docenti e alunni

Photo by Oskar Gross on Pexels

La prima settimana di giugno ha portato con sé un episodio che solleva interrogativi urgenti sulla gestione degli spazi scolastici durante le ondate di calore. Un bambino di nove anni è svenuto all'interno di una palestra in un istituto della terraferma veneziana, mentre partecipava alle prove per la recita di fine anno. Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, la temperatura percepita nell'ambiente superava i 35 gradi, in un locale privo di adeguata ventilazione e protezione dal calore eccessivo.

Il racconto della madre, che ha descritto l'edificio come un vero e proprio "forno", ha riaperto un dibattito critico sulla tenuta delle strutture scolastiche italiane. La vicenda non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto di edilizia scolastica spesso datata, dove l'assenza di impianti di climatizzazione efficienti o di sistemi di isolamento termico adeguati espone quotidianamente docenti, personale ATA e studenti a condizioni di lavoro e apprendimento proibitive.

Gli edifici scolastici diventano forni in estate, rendendo insostenibile la permanenza prolungata per chiunque vi operi.

La questione sollevata dalla famiglia dell'alunno tocca direttamente il tema dell'apertura prolungata delle scuole nei mesi estivi, una proposta spesso discussa a livello ministeriale ma che si scontra con la realtà strutturale del Paese. Se da un lato si ipotizza un utilizzo degli spazi per attività di recupero o laboratoriali, dall'altro emerge la necessità di interventi strutturali profondi. Senza una pianificazione che preveda la messa in sicurezza termica degli edifici, il rischio è quello di compromettere non solo la salute dei presenti, ma anche la qualità stessa dell'offerta formativa.

La sicurezza negli ambienti scolastici

Per il personale scolastico, la gestione di queste criticità ambientali si aggiunge a un carico di responsabilità già elevato. La vigilanza costante sugli alunni in condizioni di stress termico richiede non solo attenzione, ma anche competenze specifiche per gestire eventuali emergenze sanitarie. La sicurezza sul lavoro, intesa anche come salubrità degli ambienti, rimane un pilastro fondamentale per garantire il benessere di chi vive la scuola ogni giorno.

Le istituzioni sono chiamate a rispondere con investimenti mirati, superando la logica dell'emergenza per approdare a una riqualificazione energetica che renda le aule vivibili anche durante i picchi di calore stagionali. La tutela della salute pubblica passa inevitabilmente attraverso la capacità del sistema scolastico di adattarsi alle nuove sfide climatiche, garantendo standard di comfort che siano compatibili con le attività didattiche e amministrative.

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