Il conto alla rovescia è iniziato per i ricercatori e i docenti che intendono partecipare al dibattito nazionale sulla valutazione scolastica. Fino al 6 settembre 2026 resta aperta la Call for Paper per il primo Seminario INVALSI dal titolo "Dati per la didattica – Dati per la valutazione delle scuole, l’innovazione e il miglioramento della didattica", un appuntamento di rilievo che animerà la capitale nei mesi autunnali.
L’evento, organizzato dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione in sinergia con il Centro di ricerca Digital Technologies, Education and Society dell’Università degli Studi Link Campus University, si terrà a Roma dal 25 al 27 novembre 2026. L'obiettivo dichiarato degli organizzatori punta a trasformare la mole di informazioni raccolta dai test nazionali in strumenti operativi per le classi.
Nel panorama della scuola contemporanea, caratterizzato dalla transizione digitale e dalla spinta del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l'analisi empirica ha un ruolo normativo centrale. Il decreto legislativo di riferimento e le linee guida ministeriali insistono costantemente sulla necessità di adottare un "Rapporto di Autovalutazione" (RAV) basato su evidenze quantitative solide. Tuttavia, la ricerca accademica e gli operatori scolastici denunciano spesso un divario tra la raccolta dei dati censuari e la loro reale traduzione in pratiche didattiche inclusive. Questo seminario nasce proprio per colmare tale distanza, offrendo una piattaforma di confronto tra chi produce la ricerca statistica e chi vive quotidianamente la cattedra.
L'uso consapevole dei dati statistici rappresenta la vera chiave di volta per passare da una didattica standardizzata a un'offerta formativa realmente mirata alle lacune territoriali e di singolo istituto.
Le ultime rilevazioni dell'Istituto evidenziano come persistano divari significativi nei livelli di apprendimento non solo tra Nord e Sud del Paese, ma spesso anche all'interno della stessa provincia o dello stesso ambito metropolitano. Di fronte a percentuali di dispersione implicita che in alcune aree superano ancora la soglia di guardia del 10%, la risposta non può essere l'omologazione dei programmi, bensì la calibrazione di interventi di recupero personalizzati. I contributi attesi a Roma dovranno dimostrare come l'incrocio delle matrici INVALSI con i dati anagrafici, socio-economici (contesto ESCS) e di frequenza possa guidare i Dirigenti Scolastici e i team di miglioramento nella ripartizione mirata delle risorse, come quelle destinate alle azioni di contrasto all'insuccesso scolastico.
Quali lavori possono essere candidati entro la scadenza fissata per l'inizio di settembre? La chiamata si rivolge a chiunque desideri presentare approfondimenti basati sull'incrocio tra le rilevazioni INVALSI e altre fonti informative ufficiali. I testi possono concentrarsi su tre direttrici principali: la valutazione delle istituzioni scolastiche, l'innovazione dei processi educativi e il concreto miglioramento della didattica nei contesti formativi di ogni ordine e grado.
Un'attenzione particolare sarà riservata ai lavori che documentano metodologie didattiche innovative basate sull'evidenza (Evidence-Based Education). I docenti e i ricercatori sono invitati a mostrare non solo l'analisi statistica del problema, ma anche il ciclo di intervento pedagogico implementato a seguito della restituzione dei dati, misurandone l'efficacia a distanza di uno o due anni scolastici. Questo approccio laboratoriale e pragmatico risponde direttamente alle richieste del Ministero dell'Istruzione e del Merito in materia di formazione continua del personale docente.
Per partecipare, gli autori dovranno redigere un contributo compreso tra le 250 e le 500 parole, scegliendo liberamente se scriverlo in lingua italiana o in inglese. L’invio della proposta va effettuato esclusivamente attraverso l'apposito modulo telematico pubblicato nella sezione dedicata del portale istituzionale dell'ente di via Pomponio Leto, allegando un breve abstract e l'indicazione della linea tematica prioritaria scelta tra le tre proposte dal comitato scientifico.
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