La pubblicazione costante di immagini dei propri figli sui social network, fenomeno noto come sharenting, è finita sotto la lente d'ingrandimento del Garante per la protezione dei dati personali. In un recente caso di conflitto familiare, l'Autorità ha imposto a una madre il divieto di diffondere online le foto dei figli minori di quattordici anni senza il preventivo consenso dell'altro genitore. La decisione non è solo un monito per le famiglie, ma definisce un perimetro di responsabilità che coinvolge direttamente anche il mondo della scuola e chi opera a contatto con i minori.
Il Garante ha chiarito che i social network non possono essere considerati spazi privati, bensì "piazze telematiche" dove il rischio di una diffusione incontrollata delle immagini è elevato. Questa pronuncia sottolinea come la tutela dell'immagine del minore sia un diritto fondamentale che prevale sulla libertà di condivisione dei genitori. Per i docenti, questo scenario impone una riflessione profonda sulla gestione delle immagini degli alunni durante le attività scolastiche, le gite o gli eventi pubblici organizzati dagli istituti.
La responsabilità educativa nell'era digitale
Le istituzioni scolastiche si trovano spesso a gestire il delicato equilibrio tra la documentazione delle attività didattiche e il rispetto della privacy. La normativa vigente impone che ogni pubblicazione di contenuti multimediali che ritraggono studenti debba essere supportata da una liberatoria firmata da entrambi i genitori. La recente decisione del Garante rafforza la necessità di una consapevolezza digitale che vada oltre la semplice burocrazia, richiedendo una competenza specifica nella gestione dei dati personali.
La diffusione incontrollata di immagini sui social trasforma la vita privata dei minori in un contenuto pubblico, esponendoli a rischi permanenti legati alla loro identità digitale.
Il personale scolastico, docente e ATA, è chiamato a vigilare affinché l'uso delle tecnologie in classe avvenga nel pieno rispetto delle norme sulla privacy. L'aggiornamento costante su queste tematiche non è solo un obbligo deontologico, ma una necessità pratica per prevenire contenziosi e tutelare il benessere degli studenti. Comprendere le dinamiche del Garante Privacy significa, in ultima analisi, proteggere il diritto dei minori a crescere senza che la loro immagine venga strumentalizzata o esposta senza controllo.
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