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Sistema integrato zerosei, il Ministero replica alle polemiche sui fondi

Il Ministero dell'Istruzione replica alle accuse sui fondi per il sistema integrato zerosei: nessun taglio, risorse incrementate nel 2026.

Sistema integrato zerosei, il Ministero replica alle polemiche sui fondi

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Il dibattito attorno al finanziamento dei servizi educativi per l'infanzia torna al centro dell'attenzione mediatica dopo le recenti critiche sollevate dalla stampa. A intervenire direttamente sulla questione sono Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, e Simona Montesarchio, Capo Dipartimento per le risorse, l'organizzazione e l'innovazione digitale e direttore generale reggente dell'Unità di missione per il PNRR.

Le repliche istituzionali arrivano in seguito a un articolo pubblicato dal quotidiano “Domani” il 26 agosto 2026, intitolato “Valditara taglia tutto – Dimezzati i fondi dove mancano asili” e firmato da Marco Esposito. Dal dicastero di Viale Trastevere respingono con fermezza le accuse, parlando di inesattezze e polemiche pretestuose destinate a travisare la realtà dei numeri e la programmazione in corso per il Piano di azione nazionale del sistema integrato zerosei 2026-2030.

I dati forniti dall'amministrazione centrale descrivono uno scenario differente rispetto al presunto ridimensionamento delle risorse. Nel corso del 2026, lo stanziamento complessivo del Fondo è passato dai 275.709.896 euro registrati nel 2025 a 288.800.000 euro, con una proiezione di ulteriore crescita pari a due milioni di euro sia per il 2027 sia per il 2028. Non esiste quindi alcuna riduzione di 193 milioni di euro, quanto piuttosto una rimodulazione orientata a valorizzare il criterio basato sugli effettivi utenti dei servizi già attivi sul territorio nazionale.

Il Fondo nazionale zerosei non nasce con l'obiettivo di aprire nuovi nidi dove questi mancano, finalità che compete ad altri strumenti come il FESL, ma serve a sostenere la gestione e la qualità dell'offerta educativa.

Dietro la proposta di riparto delle somme contestate vi è un'articolata interlocuzione istituzionale, nata su specifica richiesta dell'ANCI e del Coordinamento delle Regioni. Gli enti locali hanno chiesto di poter contare su trasferimenti proporzionati alle spese realmente sostenute per garantire il servizio, un costo che Negli anni recenti è cresciuto parallelamente all'aumento dei posti messi a disposizione anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Gli uffici ministeriali specificano inoltre che il documento si trova attualmente in una fase di mera istruttoria tecnica. L'elaborazione è stata curata da un gruppo di lavoro misto, composto da tecnici del Ministero dell'Istruzione e del Merito, delle Regioni e dell'ANCI, e i contenuti definitivi saranno sanciti esclusivamente in sede di Conferenza Unificata, escludendo così qualsiasi imposizione calata dall'alto.

Fonte: Ministero dell'Istruzione e del Merito, comunicato del 26 agosto 2026

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Fonti: MIM · MIUR · Istruzione · Miur
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