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Sostegno negato a scuola: il TAR Lazio condanna il Ministero

Il TAR Lazio condanna il Ministero al risarcimento per sostegno negato e regressione del minore. Una sentenza che ridefinisce le responsabilità.

Sostegno negato a scuola: il TAR Lazio condanna il Ministero

La Sezione Quarta Bis del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha emesso una sentenza destinata a cambiare radicalmente i parametri di giudizio nelle controversie legate alla didattica speciale. I giudici amministrativi hanno condannato il Ministero dell'Istruzione al risarcimento integrale per danno esistenziale, dopo che a uno studente con disabilità grave erano state tagliate le ore di sostegno previste dal piano educativo individualizzato. Una decisione che non si limita a stigmatizzare un disservizio burocratico, ma riconosce nero su bianco la regressione psicologica e relazionale subita dal minore.

Dietro le sigle dei verbali e le riduzioni di organico decise dagli Uffici Scolastici Regionali, troppo spesso si celano drammi quotidiani che colpiscono le famiglie più vulnerabili. Nel caso specifico discusso a Roma, la riduzione delle ore di assistenza specialistica aveva causato un isolamento progressivo dell'alunno, vanificando anni di terapia e di inserimento scolastico. Il tribunale ha stabilito che lo Stato non può appellarsi a carenze organizzative o vincoli di bilancio quando in gioco c'è il diritto costituzionale all'istruzione e all'integrazione, tutelato dall'articolo 34 della Carta e dalla legge 104 del 1992.

Analizzando il quadro normativo di riferimento, la giurisprudenza amministrativa si muove ormai con i principi espressi dalla Corte Costituzionale. Già con la storica sentenza n. 80/2010, la Consulta aveva ribadito che il diritto all'istruzione e all'integrazione sociale delle persone con disabilità costituisce un "diritto fondamentale", il cui godimento non può essere subordinato a disponibilità finanziarie. Ciononostante, i dati dell'Osservatorio Scolastico evidenziano come in Italia oltre il 40% delle famiglie lamenti una quantificazione delle ore di sostegno inferiore alle reali necessità terapeutiche ed educative certificate, trasformando la tutela dei diritti in un vero e proprio percorso a ostacoli giudiziario.

Il diritto all'istruzione degli studenti con disabilità non è comprimibile per ragioni di bilancio o carenza di organico.

Le conseguenze di questo pronunciamento rischiano di travolgere gli uffici legali di Viale Trastevere, aprendo la strada a una valanga di ricorsi analoghi da parte di genitori esausti. Negli anni recenti, la prassi di assegnare un numero di ore inferiore rispetto a quanto richiesto dai GLH operativi nelle scuole è diventata una scorciatoia amministrativa comune, giustificata dalla cronica carenza di docenti specializzati. Ora i giudici impongono un cambio di rotta drastico: ogni ora tagliata senza reali motivi clinici o di deroga documentata si traduce in un danno risarcibile.

Questo scenario impone un ripensamento anche delle responsabilità operative all'interno delle istituzioni scolastiche. I dirigenti scolastici e i docenti contitolari del Consiglio di Classe si trovano spesso in prima linea, costretti a gestire la discrepanza tra i PEI redatti dai gruppi di lavoro operativi e le assegnazioni effettive di organico di fatto. La giurisprudenza tende a tutelare la scuola solo qualora essa dimostri di aver reiteratamente richiesto l'assegnazione delle risorse necessarie, diffidando formalmente l'amministrazione centrale. Per il personale docente e amministrativo, ciò significa adottare una rigorosa documentazione di ogni criticità, affinché le carenze strutturali non vengano attribuite a negligenze interne.

La carenza di personale abilitato resta il nodo gordiano che la politica non è ancora riuscita a sciogliere, nonostante i concorsi straordinari e i percorsi formativi attivati dagli atenei. Chi sceglie di intraprendere questa carriera sa di dover affrontare classi complesse e un carico emotivo notevole, che richiede competenze specifiche nella gestione della disabilità e nell'inclusione digitale e relazionale. Per rispondere a questa crescente domanda di professionalità mirata, istituti e enti di formazione accreditati offrono percorsi di aggiornamento mirati per i docenti che desiderano potenziare le proprie competenze, come i programmi formativi disponibili tra i percorsi di specializzazione sul sostegno, progettati proprio per colmare il divario tra teoria pedagogica e pratica d'aula.

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