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Spezzoni fino a 6 ore: il calendario per i docenti di ruolo

Gestione degli spezzoni pari o inferiori a 6 ore: ecco le scadenze e le procedure per i docenti di ruolo interessati all'incremento dell'orario.

Spezzoni fino a 6 ore: il calendario per i docenti di ruolo

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La gestione degli spezzoni orari pari o inferiori alle 6 ore settimanali rappresenta, ogni anno, un passaggio tecnico di non poco conto per le segreterie scolastiche e per i docenti di ruolo che cercano di completare il proprio orario di cattedra. Con l'avvicinarsi della chiusura dell'anno scolastico, il Ministero ha delineato i tempi tecnici per la cosiddetta "fase 0", che vede i Dirigenti Scolastici protagonisti nella mappatura delle disponibilità interne.

Entro il prossimo 20 luglio, i capi d'istituto dovranno comunicare agli Uffici Scolastici Territoriali (USP) l'elenco degli spezzoni orari per i quali, all'interno della propria scuola, è stata già acquisita la disponibilità da parte dei docenti di ruolo in servizio. Si tratta di una procedura che mira a ottimizzare le risorse interne prima di procedere con le convocazioni dalle graduatorie esterne, evitando così il ricorso a supplenze brevi per frazioni di cattedra che possono essere coperte dal personale già in organico.

Cosa accade dopo questa prima ricognizione? Per i docenti che hanno manifestato la propria disponibilità, il momento della verità arriverà dopo la pausa estiva. A partire dal 25 agosto, infatti, gli uffici competenti potrebbero ricontattare i docenti per formalizzare l'assegnazione di questi spezzoni, integrando così il loro orario di servizio. È una finestra temporale stretta, che richiede massima attenzione da parte del personale interessato, spesso impegnato in ferie o in altre attività di aggiornamento professionale.

La gestione degli spezzoni orari non è solo una questione burocratica, ma un'opportunità concreta per i docenti di ruolo di consolidare la propria posizione e incrementare il carico didattico settimanale.

Il sistema punta a una maggiore efficienza, cercando di ridurre il numero di contratti a tempo determinato per piccoli spezzoni, che spesso risultano difficili da coprire con personale precario. Tuttavia, la complessità delle procedure richiede che il docente sia sempre aggiornato sulle proprie competenze, non solo didattiche ma anche digitali, per gestire al meglio le comunicazioni con l'amministrazione. Chi desidera potenziare il proprio profilo professionale, magari in vista di futuri aggiornamenti delle graduatorie o per acquisire nuove certificazioni riconosciute dal MIM, può valutare percorsi mirati come la IDCERT DigComp 2.2, utile per dimostrare il possesso di competenze ICT avanzate.

La partita si gioca tutta sulla tempestività della comunicazione tra scuola e USP. Se il 20 luglio segna il termine ultimo per la trasmissione dei dati da parte delle scuole, il 25 agosto diventa la data spartiacque per chi attende una chiamata per l'integrazione oraria. Restare informati sulle circolari interne e monitorare le comunicazioni ufficiali è l'unico modo per non perdere l'opportunità di coprire quegli spezzoni che, sebbene limitati nel numero di ore, possono fare la differenza nel computo annuale del servizio prestato.

Per approfondire: CEMFORM propone la certificazione IDCERT DigComp 2.2, un titolo accreditato che garantisce 1 punto nelle GPS, ideale per i docenti che desiderano valorizzare il proprio curriculum con competenze digitali certificate.

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