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Stipendi scuola maglia nera: Aran certifica i dati peggiori

L'Aran certifica che gli stipendi della scuola sono i più bassi del pubblico impiego. Anief chiede risorse nella prossima Legge di bilancio.

Stipendi scuola maglia nera: Aran certifica i dati peggiori

Photo by Andrea Prochilo on Pexels

Il divario economico tra il comparto scuola e il resto della pubblica amministrazione si allarga ogni anno di più, lasciando docenti e personale ATA in fondo alla classifica delle retribuzioni statali. A certificarlo è il secondo rapporto semestrale dell'Aran sull'andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego, che fotografa una situazione complessa per oltre un milione di lavoratori.

Nel decennio che va dal 2015 al 2025, il settore privato ha registrato incrementi stipendiali del 16,2%, mentre la media del pubblico impiego si è fermata al 14,9%. Analizzando i singoli comparti dello Stato emergono però profonde disparità. La sanità ha ottenuto un incremento del 15,7%, i ministeri hanno raggiunto il 17,7%, mentre la scuola e gli enti locali si sono fermati ad appena il 13,4%. Un dato che stride pesantemente con la corsa dell'inflazione, salita nello stesso periodo del 19,8%.

A subire maggiormente questa erosione del potere d'acquisto sono soprattutto i lavoratori all'inizio della carriera e le qualifiche non docenti. L'indice di svalutazione accumulato Negli anni recenti ha erodendo oltre un quinto del valore reale degli stipendi, trasformando la professione docente e amministrativa in una scelta sempre meno attrattiva per i giovani laureati e diplomati, i quali preferiscono orientarsi verso il settore privato o altre amministrazioni pubbliche in grado di offrire pacchetti retributivi più competitivi fin da subito.

Il divario retributivo con gli altri ministeri

Il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, ha commentato duramente i numeri dell'Aran evidenziando una disparità economica che penalizza storicamente l'istruzione rispetto ad altri dicasteri statali. Agli insegnanti e ai collaboratori scolastici mancano quasi mille euro lorde in meno al mese rispetto ai colleghi di altre amministrazioni pubbliche, una voragine che non accenna a ridursi.

Agli insegnanti e al personale Ata della scuola mancano quasi 1.000 euro lorde in meno al mese, quelle che vengono assegnate ai dipendenti dello Stato di altri dicasteri.

Questa frammentazione stipendiale trova le sue radici in una contrattazione collettiva nazionale che, tornata a regimi ordinari dopo anni di blocco, sconta una cronica carenza di risorse specifiche destinate al rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca. A differenza di altri ministeri che possono contare su fondi accessori legati alla performance o su indennità di amministrazione particolarmente consistenti, la scuola poggia su una struttura tabellare rigida e poco premiante, incapace di riconoscere le crescenti responsabilità amministrative e didattiche introdotte dalle recenti riforme, inclusi gli obiettivi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Le richieste sindacali guardano già alla prossima Legge di bilancio per correggere la rotta. La proposta prevede un investimento complessivo di 4 miliardi di euro destinati specificamente agli 1,3 milioni di dipendenti del comparto, attraverso un intervento mirato sull'indennità integrativa speciale conglobata nel tabellare. Un aumento iniziale del 5% mensile nel cedolino rappresenterebbe un primo passo per arginare la perdita di potere d'acquisto.

La situazione retributiva del personale ATA e dei neo-immessi in ruolo viene descritta come insostenibile, con stipendi iniziali spesso paragonabili o inferiori a quelli di un operaio specializzato e livelli fermi a decenni fa. Questa compressione salariale alla base della piramide amministrativa si riflette negativamente sull'organizzazione complessiva degli istituti, dove il personale amministrativo e tecnico gestisce un carico di adempimenti burocratici quintuplicato negli ultimi vent'anni a causa della digitalizzazione e delle nuove normative sulla privacy e sugli appalti. Per chi lavora nelle segreterie e punta a migliorare la propria posizione economica o l'accesso alle graduatorie, l'aggiornamento costante delle competenze e delle qualifiche resta una leva fondamentale per valorizzare il proprio profilo professionale all'interno dell'istituzione scolastica.

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso formativo abilitante per il personale ATA che consente di acquisire punteggio e competenze avanzate per la gestione della segreteria scolastica.

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