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Supplenze da GPS: punteggi e divari territoriali

L'analisi dell'osservatorio ScuolaGo sulle supplenze da GPS evidenzia i divari territoriali e i punteggi nel biennio 2024/2026.

Supplenze da GPS: punteggi e divari territoriali

Le nomine dei supplenti continuano a rappresentare un terreno di scontro e di profonda diseguaglianza tra le diverse aree del Paese. L'ultimo studio pubblicato dall'osservatorio ScuolaGo scatta una fotografia impietosa del biennio 2024/2026, mettendo in luce come le graduatorie provinciali per le supplenze mostrino dinamiche completamente differenti a seconda della provincia di inserimento. Ma quali sono i fattori che determinano questo divario strutturale tra Nord e Sud?

Il quadro normativo di riferimento, regolato dalle ordinanze ministeriali che disciplinano l'aggiornamento periodico delle GPS, continua a mostrare limiti strutturali nell'affrontare la complessità territoriale italiana. Analizzando i dati regionali, emerge che oltre il 65% delle cattedre scoperte si concentra nelle regioni del Nord-Est e del Nord-Ovest, con punte particolarmente elevate in Lombardia, Veneto e Piemonte. In queste aree, la macchina amministrativa degli Ambiti Territoriali Provinciali (ATP) deve far fronte a una desertificazione delle graduatorie che interessa non solo il sostegno didattico — dove la carenza di personale specializzato è ormai un'emergenza nazionale cronica — ma anche materie tradizionalmente sature come le discipline letterarie e le scienze giuridico-economiche.

Il monitoraggio entra nel merito dei punteggi accumulati dai docenti inseriti nelle liste, evidenziando una concentrazione di candidature in determinate classi di concorso e una cronica carenza di docenti specializzati in altre. La gestione delle supplenze annuali e temporanee si scontra quotidianamente con la burocrazia degli uffici scolastici territoriali, chiamati a gestire migliaia di istanze in tempi strettissimi prima dell'avvio delle lezioni. A ciò si aggiunge il fenomeno dei cosiddetti "interpelli" (le vecchie messe a disposizione o MAD): quando le GPS risultano completamente esaurite, le scuole pubblicano avvisi urgenti sui propri siti istituzionali, creando una vera e propria lotteria del lavoro basata sulla tempestività dell'invio della candidatura piuttosto che su criteri di merito ponderati.

Le differenze tra i territori non riguardano soltanto il volume delle nomine, ma anche la competitività delle graduatorie. In molte province settentrionali la soglia di punteggio necessaria per ottenere un incarico di supplenza si abbassa notevolmente a causa dell'esaurimento delle graduatorie, costringendo i dirigenti scolastici a ricorrere continuamente agli interpelli. Al contrario, nei contesti territoriali del Mezzogiorno la concorrenza rimane altissima, e servono decine di punti aggiuntivi anche solo per sperare in una convocazione di breve durata. Basti pensare che in province come Napoli o Palermo, per alcune classi di concorso si registrano graduatorie chilometriche dove un docente con 50 punti rischia di rimanere escluso da qualsiasi chiamata, mentre a Milano o Bergamo lo stesso punteggio garantisce l'assegnazione di un incarico annuale al 31 agosto già durante la prima fase delle nomine informatizzate.

Il monitoraggio dell'osservatorio evidenzia una frammentazione cronica nella gestione delle supplenze, dove la geografia scolastica determina reali opportunità di lavoro.

Questa profonda polarizzazione geografica alimenta anche un imponente flusso di mobilità professionale: ogni anno migliaia di docenti abilitati residenti nelle regioni meridionali sono costretti a trasferirsi temporaneamente o stabilmente verso il Nord Italia per accettare supplenze, affrontando costi abitativi elevati a fronte di stipendi che non sempre riflettono il costo della vita delle aree metropolitane settentrionali. Un sistema che finisce per penalizzare economicamente chi cerca di entrare stabilmente nel mondo della scuola statale.

L'impatto di queste disparità si riflette direttamente sulla continuità didattica degli studenti, un parametro che anno dopo anno subisce i contraccolpi di un sistema di reclutamento basato principalmente sulle graduatorie di supplenza. Per migliorare la propria posizione in graduatoria e accumulare il punteggio utile ad affrontare la concorrenza spietata delle classi di concorso più affollate, molti insegnanti scelgono di integrare il proprio profilo con titoli valutabili, come le certificazioni linguistiche British Institutes B2, capaci di garantire un incremento concreto della propria graduatoria.

Oltre alle certificazioni linguistiche, che spesso rappresentano il margine decisivo tra lo scorrimento utile della graduatoria e la mancata convocazione, i docenti puntano sempre più su master di II livello, corsi di perfezionamento e certificazioni informatiche. L'obiettivo è massimizzare il punteggio secondo le tabelle di valutazione ministeriali, riducendo il divario accumulato nei confronti dei colleghi più anziani e aumentando le proprie chance di stabilizzazione attraverso i futuri concorsi a cattedra.

Per approfondire: CEMFORM propone British Institutes B2 — la certificazione di lingua inglese riconosciuta dal Ministero che garantisce 3 punti preziosi nelle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).

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