Il telefono in segreteria squilla a intermittenza mentre sui tavoli si accumulano le bozze dei moduli da compilare. La scadenza estiva per la scelta delle 150 preferenze e per le assegnazioni provvisorie mette a dura prova i nervi dei docenti di ruolo e dei precari storici, intrappolati in un labirinto di scadenze che spesso si sovrappongono. Durante il consueto appuntamento con il question time di OrizzonteScuola TV dello scorso 21 luglio 2026, condotto da Andrea Carlino insieme a Chiara Cozzetto della segreteria nazionale ANIEF, sono stati sciolti i nodi cruciali su due procedure che molti continuano a confondere.
La confusione nasce quasi sempre da una falsa credenza: molti insegnanti pensano che l'istanza per le supplenze da 150 preferenze e quella per l'assegnazione provvisoria siano vasi comunicanti o, peggio, che la presentazione dell'una escluda automaticamente l'altra. Niente di più lontano dalla realtà amministrativa italiana. Chiara Cozzetto ha ribadito con chiarezza che le due procedure viaggiano su binari completamente autonomi, offrendo però un ventaglio di opportunità strategiche che il personale di ruolo può sfruttare in contemporanea per migliorare la propria posizione lavorativa o avvicinarsi a casa.
Le assegnazioni provvisorie e le domande di supplenza non sono collegate amministrativamente, ma rappresentano due strumenti complementari nelle mani dei docenti.
Chi si trova già in cattedra con un contratto a tempo indeterminato può legittimamente presentare domanda di assegnazione provvisoria per ricongiungersi alla famiglia, pur partecipando al contempo alle operazioni per l'attribuzione degli incarichi annuali se inserito nelle graduatorie di interesse. C'è chi teme sanzioni o decadenze automatiche, ma la normativa tutela il docente che tenta il tutto per tutto per cambiare sede. Il problema reale si sposta quindi sulla tempistica con cui gli uffici scolastici provinciali riescono a lavorare le enormi moli di dati prodotte dai sistemi informatici ministeriali.
Ma qual è il vero rischio operativo per chi sbaglia la compilazione delle preferenze? Un errore nell'inserimento dei codici meccanografici o la dimenticanza di una scuola può precludere l'ottenimento dell'incarico, costringendo il docente ad attendere il giro di boa dell'anno successivo. La gestione delle 150 preferenze richiede una lucidità che spesso viene meno nei mesi estivi, quando la stanchezza accumulata durante il quadrimestre si fa sentire pesantemente. Gli uffici sindacali registrano ogni anno migliaia di richieste di supporto da parte di iscritti spaesati di fronte a schermate digitali rigide e poco intuitive.
Muoversi con anticipo e verificare la propria posizione nelle graduatorie resta l'unica difesa efficace contro gli intoppi burocratici. Per chi punta a scalare posizioni o a potenziare il proprio curriculum in vista delle prossime finestre di aggiornamento, l'attenzione si sposta inevitabilmente anche sulla formazione e sulla certificazione delle competenze, elementi ormai imprescindibili per consolidare il proprio punteggio. IDCERT DigComp 2.2


