Le domande per le supplenze da GPS generano sempre un carico di ansia non indifferente tra i precari storici della scuola italiana. Durante il question time del 22 luglio 2026 trasmesso da OrizzonteScuola TV e condotto da Andrea Carlino, l'esperto di normativa scolastica Giuseppe Semeraro ha affrontato uno dei nodi più intricati per chi compila l'istanza delle 150 preferenze: la gestione mista di cattedre annuali, fino al termine delle attività didattiche e spezzoni orari all'interno della stessa preferenza.
La questione non è di poco conto, perché una scelta errata nella compilazione telematica rischia di compromettere l'intera annualità lavorativa o di far saltare l'assegnazione di una cattedra appetibile. Molti docenti si chiedono se sia tatticamente vantaggioso raggruppare tipologie contrattuali differenti nello stesso slot, sperando di massimizzare le probabilità di chiamata ma finendo spesso per perdere il controllo sulla propria priorità professionale tra incarichi al 31 agosto, che garantiscono la copertura economica estiva, e quelli al 30 giugno.
Entrando nel dettaglio tecnico del funzionamento dell'algoritmo ministeriale, il problema principale risiede nella rigidità con cui il sistema informatico interpreta le preferenze espresse dal candidato. Quando un docente inserisce una scuola e spunta contemporaneamente sia la cattedra intera che lo spezzone, l'ordine di priorità impostato a livello nazionale assegna la precedenza alla tipologia di contratto considerata "principale" secondo i parametri ministeriali, ignorando spesso le reali necessità economiche o logistiche del lavoratore. Questo significa che, in presenza di un errore di impostazione, il sistema potrebbe assegnare uno spezzone orario (magari di poche ore) in una determinata scuola, scavalcando una cattedra al 31 agosto disponibile in un'istituzione scolastica inserita nelle preferenze successive.
Le statistiche degli anni passati confermano che decine di migliaia di nomine subiscono rallentamenti o contenziosi proprio a causa di errori materiali commessi in fase di inoltro dell'istanza su Istanze Online. I sindacati di categoria registrano ogni anno un incremento del 15% delle richieste di supporto legale da parte di docenti scavalcati da colleghi con punteggio inferiore, semplicemente perché questi ultimi hanno strutturato una griglia di preferenze analitica, separando nettamente gli spezzoni dalle cattedre piene e valutando con attenzione la compatibilità del completamento orario.
La gestione delle 150 preferenze richiede una strategia millimetrica: mischiare cattedre annuali e spezzoni senza una logica precisa può trasformarsi in un autogol per la propria posizione nelle graduatorie.
Nel corso del confronto in diretta, l'analisi si è spostata sui meccanismi informatici che regolano l'algoritmo ministeriale e l'assegnazione delle supplenze al personale docente inserito nelle graduatorie provinciali per le supplenze. Ogni errore di valutazione nella selezione delle sedi e dei codici contratto si traduce inevitabilmente in un salto di nomina, avvantaggiando colleghi con punteggi inferiori ma con una strategia di compilazione più accorta.
Un altro aspetto cruciale evidenziato durante il focus normativo riguarda la gestione del completamento d'orario per chi accetta uno spezzone. La normativa prevede la possibilità di completare l'orario di cattedra (fino a raggiungere le 18 ore settimanali per la scuola secondaria) tramite altri spezzoni, ma questa operazione deve essere preventivamente autorizzata e gestita correttamente in fase di compilazione della domanda. Se il docente non indica esplicitamente la disponibilità al completamento o sbaglia l'ordine di gradimento delle scuole, rischia di rimanere bloccato con un contratto parziale per l'intero anno scolastico, senza alcuna possibilità di integrazione successiva se non attraverso le supplenze brevi gestite direttamente dai singoli dirigenti scolastici tramite le MAD (messa a disposizione, oggi sostituite dagli interpelli).
Per affrontare con serenità la stagione delle nomine e scalare le graduatorie, accumulare punteggio certificato attraverso percorsi formativi riconosciuti resta l'arma principale a disposizione del docente. In un contesto in cui la concorrenza si fa sempre più serrata e pochi decimi di punto possono fare la differenza tra una convocazione immediata e un anno di attesa, pianificare con anticipo l'aggiornamento del proprio curriculum. Molti precari scelgono di potenziare il proprio profilo proprio in vista della riapertura dei termini per il calcolo dei punteggi GPS, affiancando ai titoli di studio tradizionali delle certificazioni trasversali in ambito digitale e metodologico.
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