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Supplenze scuola: oltre 150mila cattedre e il nodo doppio canale

Oltre 150mila supplenze anche quest'anno nella scuola italiana. Al Senato riprende l'esame per il doppio canale di reclutamento dei docenti.

Supplenze scuola: oltre 150mila cattedre e il nodo doppio canale

Il bollettino delle supplenze torna a pesare sui bilanci dell'anno scolastico con cifre che non accennano a diminuire, superando stabilmente la soglia critica dei centocinquantamila contratti a tempo determinato. Una voragine organizzativa che ogni settembre si ripete nei corridoi degli istituti italiani, alimentando il precariato storico e costringendo le segreterie a corse contro il tempo per coprire i posti vacanti prima del primo suonare della campanella.

Le segreterie scolastiche e gli uffici territoriali si trovano nuovamente a gestire un volume mastodontico di nomine, mentre le organizzazioni sindacali alzano la voce per chiedere interventi strutturali definitivi. In questo scenario complesso, il sindacato Anief, attraverso la voce del presidente Marcello Pacifico, torna a premere con forza sull'esecutivo per introdurre un meccanismo di stabilizzazione già collaudato ma finora ignorato dai decreti principali.

Il disegno di legge 545 e la partita al Senato

La risposta politica a questa emergenza cronica potrebbe arrivare dai lavori parlamentari in corso a Palazzo Madama. Lo scorso 29 luglio, all'interno della settima Commissione permanente del Senato, è ripreso l'iter di esame per la proposta legislativa dedicata al doppio canale di reclutamento, un'iniziativa parlamentare promossa originariamente dalla senatrice Ella Bucalo.

Il doppio canale di reclutamento rappresenta l'unica vera chiave di volta per svuotare le Gae e le GPS, garantendo finalmente una copertura stabile dei posti.

Al centro del confronto c'è il disegno di legge 545, rubricato formalmente come "Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti", un testo depositato nel febbraio del 2023 che attende ancora una calendarizzazione definitiva per l'approvazione in aula. Ma cosa prevede esattamente questo provvedimento e perché il mondo della scuola lo attende con tanta trepidazione?

Il testo punta a riaprire le immissioni in ruolo direttamente dalle graduatorie provinciali per le supplenze, affiancando ai tradizionali concorsi ordinari un canale di scorrimento riservato a chi possiede già anni di servizio e i titoli richiesti. Una boccata d'ossigeno per migliaia di docenti precari che ogni anno rinnovano la propria candidatura nelle GPS, sperando in una cattedra che non sia soltanto un contratto di pochi mesi.

La richiesta avanzata da Anief punta dritta a un obiettivo temporale ben preciso: l'approvazione definitiva del provvedimento entro l'autunno, così da poter incidere concretamente sulle procedure di immissione in ruolo già per i prossimi cicli di assunzione. Senza una svolta legislativa rapida, il rischio concreto è assistere al solito copione fatto di cattedre scoperte, supplenze interminabili e docenti costretti a cambiare istituto ogni dodici mesi, con inevitabili ripercussioni sulla continuità didattica offerta agli studenti.

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