Il conto alla rovescia per il prossimo anno scolastico porta con sé nuove tensioni sul fronte amministrativo e di supporto negli istituti dell'isola. La Flc Cgil di Palermo ha lanciato un allarme formale riguardo alla gestione delle risorse, evidenziando una sforbiciata che rischia di paralizzare la macchina organizzativa degli istituti, già provata da anni di tagli lineari e da una programmazione ministeriale che non riesce a intercettare le reali esigenze del territorio.
Per l'organico di fatto del biennio 2026/27, la Sicilia registra una perdita complessiva di 207 posti destinati al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Di questi, ben 25 unità riguardano esclusivamente la provincia di Palermo, un dato che aggrava una situazione già compromessa dalla cronica carenza di organico e che si ripercuote direttamente sulla qualità dell'offerta formativa e sull'efficienza degli uffici di segreteria.
Il quadro normativo di riferimento, basato sul decreto interministeriale relativo agli organici del personale ATA, continua a mostrare limiti strutturali evidenti quando applicato a contesti territoriali complessi come quello siciliano. La flessione demografica, spesso utilizzata come principale giustificazione per la riduzione delle dotazioni organiche, viene applicata in modo meccanico senza considerare che le scuole odierne devono far fronte a responsabilità amministrative e di sicurezza esponenzialmente superiori rispetto al passato.
Le segnalazioni che filtrano dai plessi descrivono uno scenario operativo complesso, dove la gestione quotidiana dei servizi e la vigilanza degli studenti diventano ogni giorno più difficili. Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo, punta il dito contro parametri di calcolo che non rispecchiano le reali necessità della scuola moderna, sottolineando come il personale ausiliario sia ormai ridotto ai minimi termini per garantire la copertura dei turni di sorveglianza agli ingressi, nei corridoi e durante le attività extracurricolari.
Le conseguenze pratiche di questa riduzione si riflettono inevitabilmente sul lavoro quotidiano delle segreterie scolastiche e dei collaboratori scolastici. I carichi di lavoro, già gravosi a causa del turnover bloccato e del precariato storico, rischiano di generare situazioni di burnout tra i lavoratori. A ciò si aggiunge la difficoltà nel garantire standard adeguati di pulizia e sicurezza all'interno degli edifici scolastici, molti dei quali necessitano di interventi di manutenzione costante e di un presidio umano continuo per la tutela dei minori.
Le riduzioni dell'organico mettono a rischio la funzionalità e la sicurezza dei plessi scolastici siciliani.
Il sindacato contesta apertamente la tenuta di criteri definiti ormai anacronistici, incapaci di tenere conto della complessità gestionale odierna. Tra le variabili ignorate dai parametri attuali figurano la gestione di laboratori complessi, la sorveglianza di palestre, l'aumento degli alunni con disabilità — che richiede un'assistenza mirata e costante da parte dei collaboratori scolastici — e l'enorme carico di lavoro legato alla digitalizzazione dei processi amministrativi, dalle piattaforme ministeriali unificate alla gestione dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Proprio la transizione digitale rappresenta uno dei nodi più critici per il personale amministrativo. Le segreterie scolastiche si trovano a gestire adempimenti complessi senza disporre di un numero adeguato di assistenti amministrativi formati e senza che i criteri ministeriali tengano conto del volume reale delle pratiche digitali evase quotidianamente. In questo scenario, la qualificazione professionale e il possesso di competenze certificate diventano leve strategiche fondamentali non solo per l'efficienza degli istituti, ma anche per il posizionamento dei lavoratori nelle graduatorie di merito e di istituto.
Durante l'informativa ufficiale presso l'Ambito territoriale di Palermo, la sigla sindacale intende presentare richieste precise. Verrà domandato il ripristino immediato delle risorse sottratte, l'impiego integrale di tutte le disponibilità per le immissioni in ruolo — necessarie a coprire i posti vacanti e disponibili trasformando l'organico di fatto in organico di diritto — e una riforma strutturale dei parametri ministeriali per la determinazione degli organici, che tenga finalmente conto della densità della popolazione scolastica, della dispersione e delle specificità territoriali.
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