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TFA sostegno primaria: un semestre in più per azzerare le selezioni?

Un semestre aggiuntivo in Scienze della Formazione Primaria per ottenere il TFA sostegno ed evitare le selezioni. La proposta al vaglio.

TFA sostegno primaria: un semestre in più per azzerare le selezioni?

Photo by Joaquin Reyes Ramos on Pexels

Il dibattito sulla formazione dei docenti specializzati torna a infiammarsi attorno a un'ipotesi che farebbe gola a migliaia di laureandi. Durante una recente puntata di Question Time, il format di consulenza trasmesso sui canali social di Orizzonte Scuola, l'esperta di normativa Sonia Cannas ha affrontato un nodo cruciale per il futuro della scuola. Si tratta della possibile introduzione di un semestre aggiuntivo all'interno del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria per rilasciare direttamente anche il titolo di specializzazione sul sostegno.

L'idea nasce dalle segnalazioni di numerosi studenti e neolaureati. Dopo aver affrontato un percorso quinquennale a ciclo unico che già abilita per l'infanzia e la primaria, l'idea di dover superare un nuovo concorso selettivo e frequentare un ulteriore anno di TFA viene percepita come un appesantimento burocratico evitabile. Ma quanto è concreta questa prospettiva e quali sarebbero le ripercussioni sul sistema scolastico?

Entrando nel merito del contesto normativo, bisogna ricordare che l'accesso ai Percorsi di Specializzazione per le attività di sostegno didattico (regolamentati storicamente dal DM 249/2010 e dai successivi decreti attuativi) è da sempre subordinato al superamento di una selettiva prova d'accesso nazionale, gestita autonomamente dai singoli atenei. Negli ultimi cicli del TFA Sostegno — si pensi al IX ciclo attualmente in fase di conclusione o alle ipotesi per il X ciclo — la pressione delle iscrizioni è stata altissima, con un rapporto tra candidati e posti disponibili che in molte regioni ha superato il 10 a 1. Un imbuto formativo che genera ogni anno contenziosi legali e lascia scoperto un numero elevatissimo di cattedre.

La specializzazione sul sostegno è nata come un titolo aggiuntivo e non come una mera estensione dell'abilitazione ordinaria, rendendo complessa qualsiasi scorciatoia amministrativa.

Le stime del Ministero dell'Istruzione e del Merito evidenziano come oltre il 30% dei posti assegnati agli insegnanti di sostegno in Italia sia coperto, in assenza di personale di ruolo o specializzato, da supplenze conferite su spezzoni o annualità tramite graduatorie incrociate e MAD (Messa a Disposizione). Questa criticità si concentra prevalentemente nelle regioni del Nord Italia, dove la carenza cronica di docenti specializzati spinge a cercare soluzioni rapide per immettere in ruolo personale qualificato. Tuttavia, la struttura attuale prevede sbarramenti rigidi. Per la secondaria l'accesso al TFA avviene con il titolo di studio valido per la classe di concorso, mentre per la primaria e l'infanzia resta imprescindibile il possesso dell'abilitazione specifica. Un'eventuale trasversalità tra i diversi gradi d'istruzione, caldeggiata da alcuni sul modello di quanto avvenuto per l'educazione motoria nella scuola primaria, richiederebbe una revisione radicale del profilo professionale del docente.

Dal punto di vista pratico, l'inserimento di un semestre opzionale o obbligatorio orientato all'inclusione all'interno di Scienze della Formazione Primaria richiederà un accordo quadro con il MUR e la modifica dei decreti ministeriali che definiscono gli standard curricolari della classe di laurea LM-85 bis. Non si tratterebbe soltanto di aggiungere crediti formativi universitari (CFU) legati alla didattica speciale e alle tecniche di osservazione del comportamento, ma di ridefinire i tirocini formativi attivi. Attualmente, il tirocinio indiretto e diretto nei cinque anni di SFP copre già centinaia di ore, ma l'integrazione di moduli specifici per la disabilità sensoriale, motoria e intellettiva richiederebbe un potenziamento delle convenzioni tra università e scuole polo per l'inclusione.

Il percorso di Scienze della Formazione Primaria offre già una preparazione approfondita su pedagogia e psicologia infantile, nettamente distinta rispetto alla preparazione dei professori delle scuole medie e superiori. Aprire a un semestre abilitante significherebbe ridisegnare i confini stessi delle competenze richieste a chi guida le classi con alunni in situazione di disabilità, trasformando l'eccezione della carenza di organico in un'opportunità di riforma strutturale della didattica inclusiva. Resta tuttavia da chiarire come verrebbe gestito il numero programmato: se il semestre fosse aperto a tutti gli iscritti al quinto anno, si rischierebbe un eccesso di titoli rispetto ai reali fabbisogni regionali stimati dai piani triennali di assunzione, vanificando la programmazione dei flussi che il TFA Sostegno, pur con tutti i suoi limiti, cerca di garantire.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — il percorso dedicato ai precari per ottenere l'abilitazione e rispondere al fabbisogno di docenti specializzati nelle scuole italiane.

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