L'avvio dell'XI ciclo del TFA Sostegno si accompagna a un acceso dibattito che coinvolge le sigle sindacali e il Ministero dell'Istruzione e del Merito. Al centro della discussione vi è la ripartizione dei circa 30 mila posti autorizzati, una cifra che, sebbene significativa, presenta criticità strutturali secondo la Gilda degli Insegnanti. Il nodo principale riguarda l'elevato numero di posizioni destinate alla scuola secondaria di secondo grado, un dato che appare in netta contrapposizione con le stime di fabbisogno inizialmente comunicate dagli uffici ministeriali.
Simone Craparo, dirigente della Gilda, ha espresso forte stupore per l'assegnazione di oltre 9 mila posti alla scuola superiore. Il dato risulta particolarmente sorprendente se confrontato con il fabbisogno iniziale, che per tale ordine di scuola era stato fissato a zero. La discrepanza, secondo le analisi sindacali, deriverebbe dall'autonomia decisionale delle università, le quali avrebbero avanzato richieste di posti poi accolte dal Ministero, indipendentemente dalle reali necessità di organico rilevate sul territorio.
La necessità maggiore era nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, dove già a settembre si è dovuto ricorrere agli interpelli per la carenza di docenti specializzati.
Il rischio concreto, evidenziato dal sindacato, è la creazione di un eccesso di docenti specializzati che non troveranno un impiego stabile. In molte province del Nord, già durante l'anno scolastico in corso, numerosi docenti in possesso del titolo di specializzazione per la secondaria di secondo grado hanno faticato a ottenere incarichi di supplenza, limitandosi spesso a brevi contratti da graduatorie d'istituto. Sommando i nuovi 9 mila posti agli idonei dei cicli precedenti e ai percorsi formativi gestiti da Indire, si stima che il numero di nuovi specializzati possa raggiungere le 15-16 mila unità, saturando un mercato che non presenta una domanda corrispondente.
Verso un nuovo modello di formazione
La Gilda propone una revisione radicale dell'attuale sistema, suggerendo di sottrarre la gestione della specializzazione alle università per affidarla a un ente come Indire. L'obiettivo sarebbe quello di garantire una maggiore coerenza tra la programmazione dei percorsi formativi e il reale fabbisogno delle scuole. Nonostante il limite legato al valore legale dei titoli rilasciati da Indire in ambito europeo, il sindacato ritiene che un coordinamento più stretto tra MIM e istituzioni formative sia l'unica strada percorribile per evitare sprechi di risorse e delusioni professionali per i docenti.
Per chi intende intraprendere il percorso di specializzazione, la preparazione rimane un passaggio cruciale. In un contesto di alta competizione e incertezza sui posti, è fondamentale consolidare il proprio profilo professionale attraverso certificazioni riconosciute che possano arricchire il curriculum e migliorare il posizionamento nelle graduatorie.
Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — un percorso strutturato per chi desidera acquisire le competenze necessarie per l'insegnamento agli alunni con disabilità e migliorare la propria posizione nelle graduatorie.