Chi lavora nella scuola conosce fin troppo bene la trafila burocratica legata alla malattia e alla certificazione medica telematica che arriva direttamente all'INPS. Spesso però, tra le preoccupazioni per la propria salute, si insinua il timore di non farsi trovare a casa durante i controlli medico-legali. La materia ha subito un terremoto normativo che molti dipendenti pubblici ancora faticano a decifrare nella pratica quotidiana delle segreterie scolastiche e delle aule.
La svolta è arrivata con la sentenza numero 16305 del 3 novembre 2023, pronunciata dal TAR del Lazio dopo il ricorso presentato dai sindacati contro la disparità di trattamento tra pubblico e privato. Fino a quel momento, i dipendenti statali — e quindi tutto il comparto scuola — dovevano sottostare a fasce orarie di reperibilità decisamente più restrittive rispetto agli altri lavoratori, coprendo ben sette ore al giorno divise in due blocchi mattutini e pomeridiani (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).
Il tribunale amministrativo ha giudicato illegittima quella differenziazione, sancendo di fatto l'allineamento delle fasce orarie tra settore pubblico e privato, un principio da tempo invocato dai sindacati di categoria. Ma cosa comporta concretamente questa decisione per insegnanti e collaboratori scolastici che si trovano a casa in malattia? Le ore in cui bisogna restare obbligatoriamente al proprio domicilio si sono ridotte, passando dalle precedenti sette ore giornaliere a quattro ore complessive, allineandosi allo standard previsto per le aziende private.
Le nuove fasce orarie da rispettare rigorosamente vanno ora dalle 10 alle 12 del mattino e dalle 17 alle 19 del pomeriggio. Un cambiamento non da poco, che riduce la finestra di costrizione domiciliare ma che richiede comunque la massima attenzione per evitare sanzioni disciplinari o la decurtazione dello stipendio nei casi di assenza ingiustificata al momento del passaggio del medico fiscale. Secondo i dati preliminari diffusi dall'INPS, la gestione dei controlli fiscali nel comparto pubblico ha registrato un progressivo adeguamento procedurale, sebbene permangano difformità applicative a livello territoriale.
La sentenza del TAR del Lazio ha cancellato la disparità di trattamento, riducendo a quattro ore al giorno la reperibilità per i dipendenti pubblici.
Un aspetto operativo fondamentale che spesso genera confusione riguarda le modalità di trasmissione dei flussi informativi tra le segreterie scolastiche e l'INPS. Quando il medico curante redige il certificato telematico, l'indirizzo di reperibilità indicato deve corrispondere esattamente al luogo in cui il dipendente effettivamente si trova. In caso di variazioni temporanee del domicilio durante il periodo di prognosi — ad esempio per recarsi presso familiari che prestano assistenza — è obbligatorio darne preventiva comunicazione telematica all'INPS attraverso i canali istituzionali, oltre ad informare tempestivamente il proprio dirigente scolastico per evitare contestazioni disciplinari legate all'assenza ingiustificata durante le fasce orarie di visita fiscale.
Rimangono comunque valide le consuete eccezioni che giustificano l'allontanamento dal domicilio, come visite mediche urgenti, terapie salvavita documentate, cicli di cura o accertamenti diagnostici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli di reperibilità. In questi casi, il docente o l'operatore ATA ha l'obbligo di darne tempestiva comunicazione alla propria istituzione scolastica, producendo successivamente la relativa certificazione (attestazione della struttura sanitaria con indicazione dell'orario di entrata e uscita) a giustificazione dell'assenza temporanea durante le ore di controllo.
Gestire correttamente le assenze, conoscere i propri diritti e padroneggiare i risvolti normativi evita contenziosi con i dirigenti scolastici e spiacevoli decurtazioni stipendiali che possono incidere pesantemente sul bilancio familiare. Chi opera quotidianamente a contatto con le segreterie sa quanto la precisione documentale sia fondamentale per la tranquillità professionale, un'esigenza che riguarda tanto la gestione del personale quanto l'aggiornamento costante delle proprie competenze all'interno dell'istituzione scolastica, soggetta a continue evoluzioni normative e contrattuali.
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