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Algoritmo supplenze: la Cassazione chiarisce i diritti dei docenti

La Corte di Cassazione boccia l'algoritmo per le supplenze: il docente è rinunciatario solo per le sedi effettivamente richieste e non per altre.

Algoritmo supplenze: la Cassazione chiarisce i diritti dei docenti

Photo by Markus Spiske on Pexels

Il sistema di assegnazione delle supplenze tramite algoritmo, introdotto per automatizzare la gestione delle graduatorie, è finito al centro di una dura bocciatura da parte della Corte di Cassazione. Per migliaia di docenti, il meccanismo ha rappresentato una fonte di incertezza e penalizzazioni, portando a esclusioni ingiustificate dalle procedure di nomina. La Suprema Corte ha ora stabilito un principio fondamentale: il docente non può essere considerato rinunciatario per l'intero sistema se non ha ottenuto una sede, ma solo ed esclusivamente in relazione alle preferenze da lui espresse.

La questione sollevata riguarda la legittimità di considerare il candidato "rinunciatario" per tutte le sedi disponibili in caso di mancata assegnazione, anche laddove il docente avesse manifestato interesse solo per specifici istituti o comuni. Secondo i giudici, l'algoritmo supplenze non può trasformare una mancata assegnazione in una sanzione automatica che esclude il docente dalle successive tornate di nomina, poiché tale interpretazione viola il diritto al lavoro e le norme che regolano le graduatorie provinciali per le supplenze (GPS).

La Corte di Cassazione ha sancito che l'automatismo non può prevalere sulla volontà espressa dal docente, limitando lo status di rinunciatario alle sole sedi effettivamente richieste.

Questa pronuncia apre la strada a numerosi ricorsi per il risarcimento del danno, offrendo una tutela concreta a chi è stato ingiustamente estromesso dalle graduatorie a causa di un software che non distingueva tra la rinuncia volontaria e l'impossibilità tecnica di assegnazione. Le organizzazioni sindacali, tra cui UIL Scuola e CISL Scuola, hanno più volte denunciato l'opacità del sistema, sottolineando come l'algoritmo abbia spesso ignorato le posizioni in graduatoria, creando disparità di trattamento tra i docenti precari in diverse province italiane.

L'impatto di questa sentenza è significativo per la gestione futura delle cattedre. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MEF e USP di riferimento) sarà ora chiamato a rivedere le procedure, garantendo che il software rispetti la volontà del docente e non applichi sanzioni indebite. Per gli insegnanti, questo significa poter esprimere le proprie preferenze con maggiore serenità, sapendo che la mancata nomina su una specifica sede non comporterà la perdita definitiva del diritto alla supplenza per l'intero anno scolastico.

Per chi desidera migliorare il proprio posizionamento nelle graduatorie GPS o acquisire titoli validi per l'aggiornamento del punteggio, su CEMFORM sono disponibili diverse soluzioni formative. È possibile conseguire la certificazione IDCERT DigComp 2.2 per le competenze digitali, la certificazione IDCERT DigCompEdu specifica per docenti, o optare per il pacchetto combinato DigComp 2.2 + DigCompEdu per un incremento di 3 punti GPS. Per il personale ATA, sono attivi i percorsi per la certificazione EIPASS 7 Moduli Standard e il corso di Dattilografia, entrambi utili per l'accesso e l'aggiornamento nelle graduatorie di circolo e d'istituto.

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