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Assegnazioni provvisorie docenti: ritardi e costi per i fuori sede

Docenti di ruolo ancora in attesa delle assegnazioni provvisorie 2026: crescono i disagi e i costi per i fuori sede. La proposta del CNDDU.

Assegnazioni provvisorie docenti: ritardi e costi per i fuori sede

Photo by Gera Cejas on Pexels

A pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico, centinaia di docenti di ruolo si trovano ancora sospesi nell'incertezza, in attesa di conoscere l'esito della propria domanda di assegnazione provvisoria interprovinciale. Le segnalazioni raccolte dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani restituiscono uno scenario particolarmente complesso, che pesa in modo sproporzionato sugli insegnanti residenti nel Mezzogiorno ma titolari in istituzioni scolastiche del Centro-Nord.

L'assenza di risposte tempestive non rappresenta soltanto un disagio burocratico, ma si traduce in un concreto problema economico e logistico. Nel caso in cui la domanda venga respinta o l'esito arrivi fuori tempo massimo, i docenti sono costretti a organizzare il rientro immediato verso la sede di titolarità. L'acquisto di biglietti ferroviari o aerei all'ultimo minuto, unito alle spese di vitto e alloggio per i primi giorni, comporta un esborso stimato mediamente tra i 400 e i 500 euro a carico del lavoratore.

Ma quanti docenti possono sostenere spese impreviste di questa portata a ridosso di settembre, quando gli stipendi del personale scolastico risentono già del blocco della contrattazione e del carovita? Il CNDDU evidenzia come la questione non riguardi le singole responsabilità degli Uffici scolastici territoriali, oberati da carichi di lavoro enormi, quanto la necessità di ripensare i tempi e le modalità di gestione della mobilità annuale, affinché non si scarichino sui lavoratori i costi di un sistema amministrativo rallentato.

La tempestività delle procedure amministrative non è un dettaglio burocratico, ma un fattore che incide direttamente sulla dignità e sull'organizzazione familiare dei docenti.

Proprio per superare queste criticità strutturali, il presidente del CNDDU Romano Pesavento ha avanzato una proposta concreta al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: l'introduzione di una procedura nazionale di presa di servizio digitale. L'idea è quella di sfruttare gli strumenti già previsti dal Codice dell'amministrazione digitale, disciplinato dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e dalle norme sulle istanze telematiche alla Pubblica Amministrazione.

La digitalizzazione della presa di servizio, da effettuare tramite SPID o CIE nei casi in cui l'adempimento sia di natura puramente formale e non coincida con attività collegiali o didattiche in presenza, eviterebbe viaggi della speranza e costi superflui. Un'innovazione di questo tipo garantirebbe inoltre uniformità su tutto il territorio nazionale, mettendo fine alle difformità applicative tra le diverse segreterie scolastiche e integrandosi perfettamente con i percorsi di aggiornamento e certificazione informatica che molti docenti seguono per potenziare le proprie competenze digitali all'interno della scuola.

Link e documenti utili

Per approfondire, consulta anche i documenti ufficiali citati nella fonte:

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