Formazione & Certificazioni

Bocciatura annullata per assenze: cosa cambia per i docenti

Il TAR Liguria annulla una bocciatura per troppe assenze legate a malattia.

Bocciatura annullata per assenze: cosa cambia per i docenti

Un alunno di una scuola secondaria di primo grado è stato ammesso alla classe successiva nonostante avesse superato il limite massimo di assenze consentito dal regolamento scolastico. Il TAR Liguria, intervenendo sul caso, ha annullato la bocciatura stabilendo che le assenze, essendo documentate da certificazioni mediche relative a patologie croniche, non potevano costituire un ostacolo insormontabile per la valutazione del percorso formativo.

La vicenda ha sollevato un acceso dibattito tra gli operatori del settore. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha formalmente richiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito l'emanazione di linee guida nazionali uniformi. L'obiettivo è evitare che ogni istituto proceda in autonomia, creando disparità di trattamento tra studenti che si trovano in condizioni di salute analoghe.

Attualmente, la normativa prevede che, per la validità dell'anno scolastico, gli studenti debbano frequentare almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato. Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa sta consolidando un orientamento che privilegia il diritto alla salute e alla continuità didattica rispetto al mero calcolo matematico delle presenze in aula.

La discrezionalità del consiglio di classe deve sempre bilanciarsi con la tutela del diritto allo studio, specialmente in presenza di fragilità sanitarie certificate.

Per i docenti, gestire queste situazioni richiede una preparazione normativa e pedagogica sempre più raffinata. Non si tratta solo di applicare il regolamento, ma di saper interpretare le circolari ministeriali alla luce delle sentenze dei tribunali amministrativi. Spesso, una solida competenza in ambito di gestione dei processi educativi e inclusivi permette ai consigli di classe di prevenire contenziosi, adottando strategie di valutazione che tengano conto delle specificità individuali senza compromettere il rigore didattico.

La richiesta del CNDDU punta a colmare un vuoto normativo che espone i docenti a ricorsi frequenti. In attesa di un intervento del Ministero, la prassi consolidata suggerisce di documentare accuratamente ogni deroga concessa, motivandola sempre attraverso verbali di scrutinio dettagliati che attestino il raggiungimento degli obiettivi minimi, indipendentemente dal numero di ore trascorse fisicamente tra i banchi.

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