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Contratto dirigenti scolastici: ok definitivo e aumenti

Arriva il via libera definitivo al contratto dei dirigenti scolastici: aumenti di 230 euro al mese e arretrati fino a 5.800 euro per 8.000 presidi.

Contratto dirigenti scolastici: ok definitivo e aumenti

Photo by Kampus Production on Pexels

Le trattative si sono finalmente sbloccate dopo mesi di attesa nei cassetti della pubblica amministrazione. Il Consiglio dei ministri ha appena ratificato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l'Area Istruzione e Ricerca, blindando il triennio 2022-2024 per la sezione specifica dei capi d'istituto. Un passaggio burocratico cruciale che rimette mano alle buste paga di circa 8.000 presidi sparsi su tutto il territorio nazionale.

I numeri parlano chiaro: l'intesa prevede un incremento medio di circa 230 euro lordi al mese per ogni dirigente. Ma la vera boccata d'ossigeno arriverà con gli arretrati, che in base alle posizioni e all'anzianità di servizio potranno toccare quota 5.800 euro lordi. Cifre consistenti, calcolate sui ritardi accumulati da un comparto che attendeva il rinnovo contrattuale da troppo tempo, bloccato da dinamiche economiche e finanziarie complesse.

"Con questo provvedimento tuteliamo i salari di chi lavora nella scuola e guida complessi istituti autonomi", ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sottolineando l'importanza di valorizzare una figura professionale spesso oberata di responsabilità civili e penali.

Eppure, mentre i dirigenti festeggiano la chiusura del tavolo, il resto del personale guarda ai tavoli ancora aperti con una certa dose di scetticismo. Gestire una scuola oggi significa fare i conti con un organico ridotto e carichi di lavoro burocratici che crescono di anno in anno, spingendo molti docenti a valutare percorsi di crescita professionale differenti, come quelli offerti dai Corsi Singoli eCampus per integrare i crediti necessari per i concorsi e l'aggiornamento. Intanto, l'Aran e i sindacati dovranno presto tornare a sedersi per pianificare i prossimi scaglioni contrattuali, mentre i fondi stanziati per i presidi cominciano finalmente il loro iter verso i conti correnti dei direttori dei servizi generali e amministrativi e delle ragionerie territoriali.

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