Le prime settimane del nuovo anno scolastico portano con sé la consueta ridda di nomine, assegnazioni di cattedra e definizione dei carichi di lavoro all'interno dei Consigli di classe. Tra gli adempimenti che ogni anno generano dubbi interpretativi e frizioni nei collegi docenti spiccano due ruoli chiave: il coordinatore di classe e il segretario verbalizzante. Spesso vissuti come semplici incomunicabili annessi alla professione di insegnante, questi incarichi poggiano su basi giuridiche e contrattuali profondamente differenti.
Il nodo centrale della questione riguarda la possibilità o meno per un docente di rifiutare l'incarico. Da un lato il coordinatore di classe riveste una funzione che discende direttamente da una delega fiduciaria del dirigente scolastico, conferita solitamente in apertura d'anno per gestire i rapporti con le famiglie e coordinare la progettazione didattica. Dall'altro il segretario verbalizzante risponde a logiche organizzative interne e istituzionali ben precise che affondano le radici nel Testo Unico della Scuola.
Il ruolo di coordinatore di classe nasce da una delega del dirigente e può essere rifiutato per giustificati motivi organizzativi o personali, a differenza delle funzioni istituzionali connesse all'insegnamento.
Nel dettaglio, la giurisprudenza scolastica e i pareri sindacali concordano sul fatto che l'incarico di coordinatore di classe non rientri tra gli obblighi inderogabili stabiliti dal Contenuto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto scuola. Per questo motivo, un insegnante può legittimamente declinare la nomina, specialmente in presenza di motivazioni oggettive legate a carichi di lavoro già gravosi o incompatibilità di orario. Il dirigente scolastico dovrà quindi procedere con una nuova individuazione tra i membri del Consiglio.
Diverso è il discorso per quanto riguarda il segretario verbalizzante durante le sedute del collegio o dello stesso Consiglio di classe. Redigere il verbale non costituisce una mera cortesia amministrativa, ma rappresenta una funzione docente a tutti gli effetti, strumentale al corretto funzionamento dell'organo collegiale. Rifiutarsi di redigere il verbale senza un impedimento assoluto e certificato espone il dipendente a contestazioni disciplinari, trattandosi di un atto d'ufficio obbligatorio per garantire la trasparenza e la validità delle deliberazioni scolastiche.
La gestione di questi equilibri richiede una conoscenza approfondita delle norme che regolano il personale della scuola, unita a competenze organizzative sempre più richieste in un contesto amministrativo complesso. Per chi desidera approfondire le dinamiche gestionali e normative dell'istituzione scolastica, CEMFORM offre percorsi mirati come il eCampus Master Professione Docente, utile per comprendere a fondo diritti e doveri del personale scolastico.


