Il panorama del pubblico impiego italiano affronta una trasformazione strutturale con l'entrata in vigore della Legge 119/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 luglio. Questo provvedimento, che modifica profondamente il D.Lgs. 150/2009 e il Testo Unico sul pubblico impiego, mira a superare le logiche gerarchiche tradizionali per abbracciare un modello basato sulla valutazione oggettiva delle performance e sulla valorizzazione delle competenze trasversali.
Per il personale scolastico e il comparto ATA, le implicazioni sono significative. La riforma introduce il principio della partecipazione di una pluralità di soggetti ai processi di valutazione, includendo non solo il superiore gerarchico, ma anche collegi tra dirigenti e, ove possibile, il riscontro degli utenti esterni. L'obiettivo è chiaro: misurare non solo il raggiungimento degli obiettivi, ma anche la capacità di cooperazione, la flessibilità orientata al risultato e la tempestività decisionale.
La riforma del Ddl Merito nella PA impone un cambio di paradigma: non conta più solo il raggiungimento degli obiettivi, ma il modo in cui vengono raggiunti, valorizzando le capacità trasversali di ogni dipendente.
Un aspetto centrale della normativa riguarda il freno alle valutazioni arbitrarie. L'articolo 3 della legge stabilisce che i punteggi apicali non possono superare il 30% delle valutazioni totali, mentre il riconoscimento delle eccellenze è limitato al 20% delle valutazioni apicali. Le economie derivanti da questa gestione più rigorosa delle performance dirigenziali saranno reinvestite per incrementare le risorse destinate al personale non dirigenziale, creando un meccanismo di riequilibrio interno.
Sviluppo di carriera e nuove opportunità professionali
La Legge 119/2026 apre scenari inediti per lo sviluppo di carriera interna. Per la dirigenza di seconda fascia, il 30% dei posti è ora riservato allo sviluppo di carriera del personale non dirigenziale. Il dipendente che aspira a ruoli di responsabilità potrà candidarsi a incarichi temporanei di tre anni, rinnovabili una volta, per un periodo di osservazione complessivo di quattro anni. Al termine, una valutazione positiva permetterà l'accesso diretto ai ruoli dirigenziali.
In questo contesto, la formazione continua e l'acquisizione di competenze certificate diventano leve strategiche per chi punta a una crescita professionale all'interno dell'istituzione scolastica. La capacità di dimostrare il proprio valore attraverso indicatori standardizzati, come richiesto dalla nuova "relazione annuale" sui potenziali redatta dai dirigenti, richiede una preparazione solida e aggiornata, in linea con le nuove direttive del Dipartimento della funzione pubblica.
Per il personale ATA, in particolare, l'acquisizione di certificazioni riconosciute rimane un pilastro fondamentale per migliorare il proprio profilo professionale e rispondere ai nuovi standard di efficienza richiesti dalla pubblica amministrazione. È possibile approfondire le competenze necessarie attraverso percorsi accreditati come la Dattilografia, che garantisce 1 punto nelle graduatorie ATA, o le certificazioni informatiche che attestano le competenze digitali richieste per la gestione amministrativa moderna.
Per approfondire: CEMFORM propone EIPASS 7 Moduli Standard / CIAD, certificazione informatica fondamentale per l'accesso e l'aggiornamento nelle graduatorie ATA III fascia, e il corso di Dattilografia, utile per acquisire 1 punto nelle graduatorie di circolo e d'istituto.