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Diritto allo studio a Isola Farnese: l’appello di Tinto Brass

Il regista Tinto Brass scrive al Presidente Mattarella per denunciare l'isolamento di Isola Farnese

Diritto allo studio a Isola Farnese: l’appello di Tinto Brass

Il diritto all'istruzione, pilastro fondamentale della nostra Costituzione, si scontra talvolta con barriere logistiche e territoriali che ne impediscono il pieno esercizio. È quanto emerge da una recente e accorata denuncia pubblica firmata da Tinto Brass, celebre regista del cinema italiano, che ha scelto le pagine del Corriere della Sera per rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Al centro della missiva si trova la condizione di Isola Farnese, un borgo che vive una situazione di isolamento tale da compromettere la quotidianità dei suoi abitanti più giovani. Secondo quanto riportato dal regista, la carenza di collegamenti e la difficoltà di accesso ai servizi essenziali hanno trasformato il diritto allo studio in un miraggio, privando di fatto i bambini residenti della possibilità di frequentare regolarmente le istituzioni scolastiche.

La scuola non è solo un edificio, ma il presidio di civiltà che garantisce a ogni bambino il diritto di costruire il proprio futuro, indipendentemente dal luogo in cui vive.

La segnalazione di Brass accende i riflettori su una problematica che va oltre la semplice viabilità, toccando il cuore del sistema educativo nazionale: l'equità territoriale. Quando le infrastrutture mancano, la scuola diventa un privilegio geografico anziché un servizio universale. Il grido di allarme lanciato dal regista non è solo una richiesta di intervento per il ripristino della mobilità nel borgo, ma un richiamo alle istituzioni affinché vigilino costantemente su ogni area del Paese, evitando che l'isolamento si traduca in una forma di esclusione sociale e culturale per le nuove generazioni.

La vicenda di Isola Farnese solleva interrogativi urgenti sulla gestione dei servizi scolastici nelle zone periferiche o svantaggiate. Garantire la continuità didattica e l'accesso fisico alle aule rimane la sfida principale per le autorità locali e nazionali, chiamate a rispondere non solo alle esigenze logistiche, ma soprattutto al dovere morale di tutelare il percorso formativo di ogni studente, ovunque esso si trovi.

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