L'aumento del disagio giovanile rappresenta una sfida complessa che interroga direttamente il mondo della scuola e le istituzioni. Durante l'evento fiorentino "Chi cresce i nostri figli? Social, algoritmi e legami educativi", la senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini, ha sottolineato come la sola tecnologia non possa sostituire la presenza umana nella formazione dei ragazzi. Il dibattito si è concentrato sulla necessità di ricostruire una rete di relazioni autentiche, capace di contrastare l'isolamento digitale e le derive comportamentali sempre più frequenti tra gli adolescenti.
La strategia delineata prevede un investimento concreto nel tessuto sociale, con l'allocazione di 6,5 milioni di euro annui destinati al sostegno degli oratori, cifra che raggiungerà i 6 milioni per il 2028. L'obiettivo è quello di potenziare i presidi educativi territoriali, trasformandoli in veri e propri punti di riferimento dove il confronto diretto e la socializzazione possano prevalere sulla solitudine indotta dagli schermi. Secondo la senatrice, la scuola non deve agire in isolamento, ma deve integrarsi con le realtà parrocchiali e associative per formare una comunità educante coesa.
Per crescere un ragazzo non basta un algoritmo. Serve una comunità.
Verso una nuova alleanza educativa
Il richiamo alla centralità della comunità educativa pone l'accento sulla responsabilità condivisa tra docenti, famiglie ed enti del terzo settore. L'algoritmo, pur essendo uno strumento potente di informazione, non possiede la capacità di mediare i conflitti, di ascoltare le fragilità emotive o di offrire una guida morale. In questo scenario, il personale scolastico è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano, non solo nella trasmissione di competenze didattiche, ma anche nel monitoraggio e nel supporto alla crescita emotiva degli studenti.
Le risorse stanziate riflettono la volontà politica di intervenire tempestivamente per prevenire forme di devianza giovanile. Tuttavia, l'efficacia di tali interventi dipende strettamente dalla qualità della formazione di chi opera quotidianamente a contatto con i giovani. Un docente o un operatore ATA ben formato è in grado di leggere i segnali di disagio prima che questi si trasformino in problematiche più gravi, agendo come un vero e proprio "algoritmo umano" capace di empatia e discernimento.
Per chi desidera certificarsi e acquisire competenze digitali e didattiche fondamentali per il proprio aggiornamento professionale, su CEMFORM sono disponibili diverse soluzioni: la certificazione IDCERT DigComp 2.2 (1 pt GPS), la certificazione docenti IDCERT DigCompEdu (2 pt GPS) o il Pacchetto DigComp 2.2 + DigCompEdu (3 pt GPS). Il personale ATA può potenziare il proprio profilo con la Dattilografia (1 pt ATA) o con la certificazione EIPASS 7 Moduli Standard. Per la didattica inclusiva e innovativa, sono attivi i percorsi su LIM, Tablet, Coding e Teacher, oltre ai corsi di perfezionamento e master tramite eCampus.


