Formazione & Certificazioni

Donne nelle STEM: il ruolo della scuola per superare il divario

Il divario di genere nelle discipline STEM si combatte tra i banchi: la lezione di Amalia Ercoli Finzi sulla formazione e le competenze digitali.

Donne nelle STEM: il ruolo della scuola per superare il divario

Photo by Eternal Traveler on Pexels

Il divario di genere nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) rimane un tema centrale nel dibattito educativo contemporaneo. Nonostante i progressi, la percezione sociale continua a considerare il settore tecnologico come una sorta di ultima roccaforte maschile. A scardinare questo pregiudizio è intervenuta recentemente Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in Ingegneria Aeronautica in Italia e Professoressa Onoraria del Politecnico di Milano, offrendo una prospettiva lucida sul ruolo della scuola nel colmare tale disparità.

Durante un incontro con gli studenti del Politecnico, la scienziata ha evidenziato come la resistenza culturale sia ancora radicata, influenzando le scelte formative di molte giovani studentesse. Secondo la professoressa, il superamento di questo ostacolo non passa solo per le politiche di genere, ma richiede un impegno concreto verso una preparazione accademica rigorosa. La scuola, in questo contesto, deve smettere di essere un luogo di promozioni facili per trasformarsi in un ambiente che fornisce le basi solide della conoscenza.

Le ragazze devono avere fiducia in se stesse, devono costruire questa capacità di fidarsi di quello che sanno di sapere, di essere in grado di difendere le proprie idee.

La costruzione di una carriera scientifica richiede, secondo Ercoli Finzi, una combinazione di competenza tecnica e carattere. La scuola ha il compito di fornire i "mattoni" necessari per costruire il futuro professionale, incoraggiando le studentesse a non temere le sfide tecnologiche. In un mondo sempre più orientato verso la digitalizzazione, l'acquisizione di competenze specifiche diventa il principale strumento di emancipazione e di abbattimento dei pregiudizi di genere.

Competenze digitali e innovazione didattica

Per supportare le nuove generazioni in questo percorso, è necessario che il corpo docente sia il primo a padroneggiare gli strumenti dell'innovazione. L'integrazione delle tecnologie nella didattica quotidiana non è solo un requisito tecnico, ma un modo per avvicinare gli studenti, indipendentemente dal genere, a un approccio metodologico basato sul pensiero computazionale e sulla risoluzione di problemi complessi. Formarsi in ambito ICT significa, oggi, offrire agli studenti modelli di riferimento aggiornati e capaci di interpretare le trasformazioni del mercato del lavoro.

L'invito della professoressa Ercoli Finzi a "corazzarsi con la conoscenza" trova riscontro nella necessità, per i docenti, di certificare le proprie competenze digitali per guidare efficacemente le classi verso le sfide del futuro. La formazione continua non rappresenta solo un punteggio nelle graduatorie, ma un atto di responsabilità pedagogica verso gli studenti che guardano alle materie scientifiche come a una possibile strada per il proprio domani.

Per approfondire: CEMFORM propone la certificazione IDCERT DigCompEdu, pensata per potenziare le competenze digitali dei docenti e valorizzare il loro ruolo nell'innovazione didattica, garantendo 2 punti nelle graduatorie GPS.

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