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DSGA, sanzione annullata dopo la maternità: il caso

Il Tribunale di Bari annulla la sanzione a una DSGA penalizzata al rientro dalla maternità. Anief ConDir chiede la riforma della governance.

DSGA, sanzione annullata dopo la maternità: il caso

Photo by Arnis Rascal on Pexels

Rientrare dal congedo di maternità e trovare le credenziali d'accesso disabilitate, senza una postazione informatica funzionante né la possibilità di utilizzare il gestionale della scuola. È lo scenario paradossale affrontato da una Direttrice dei Servizi Generali e Amministrativi in un istituto pugliese, culminato in una procedura disciplinare e in una sanzione conservativa poi ribaltata dal giudice del lavoro.

Con la sentenza n. 2457 del 28 maggio 2026, il Tribunale di Bari ha accolto integralmente il ricorso della lavoratrice contro il Ministero dell'Istruzione e del Merito e la scuola. Il giudice ha smontato gli addebiti relativi a presunte omissioni contabili e fiscali, evidenziando che l'amministrazione non ha offerto prove adeguate a supporto della contestazione, limitandosi a generici richiami nella memoria difensiva e bloccando di fatto l'istruttoria.

Le testimonianze raccolte in aula hanno confermato le oggettive difficoltà operative vissute dalla dipendente nei giorni successivi al rientro in servizio. Non c'era alcuna volontà diffamatoria nelle note inviate alla dirigenza scolastica il 16 marzo 2023, ma la semplice segnalazione di un blocco tecnico che impediva lo svolgimento delle mansioni d'ufficio. Per questo motivo l'amministrazione è stata condannata al pagamento di 2.812,50 euro di spese processuali.

La vicenda solleva interrogativi cruciali sulla tutela della genitorialità nel comparto pubblico, un ambito in cui il Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. N. 151/2001) garantisce formalmente il diritto alla conservazione del posto e al reintegro nelle medesime condizioni lavorative. Nella pratica quotidiana delle segreterie scolastiche, tuttavia, la transizione digitale e i continui cambi di password e abilitazioni sui sistemi informatici del Ministero (come il SIDI o le piattaforme di contabilità integrata) trasformano spesso il rientro in un percorso a ostacoli. La mancata riattivazione tempestiva delle utenze non rappresenta solo un disagio tecnico, ma espone paradossalmente il lavoratore a contestazioni disciplinari per presunte inefficienze, ribaltando le responsabilità organizzative sui dipendenti.

La governance scolastica mostra crepe profonde quando il carico burocratico si scontra con l'assenza di tutele reali per il personale amministrativo.

La vicenda ha riacceso il dibattito sindacale sulla gestione del personale amministrativo e sulla complessità del modello organizzativo attuale. L'intervento di Anief ConDir, guidato da Alberico Sorrentino, ha puntato i riflettori su un sistema giudicato troppo accentrato e bisognoso di una revisione radicale, soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei Funzionari EQ, i nuovi profili che raccolgono l'eredità professionale dei DSGA. A pesare sul settore è anche la cronica carenza di organico: secondo i dati di settore, oltre il 30% delle istituzioni scolastiche italiane opera stabilmente con DSGA facenti funzione, spesso privi della specifica qualifica ma chiamati a gestire adempimenti complessi che spaziano dal bilancio di previsione al monitoraggio dei progetti finanziati con fondi comunitari.

Le richieste sul tavolo spaziano dall'istituzione di una dirigenza amministrativa autonoma per gli istituti più complessi alla separazione tra fase istruttoria e sanzionatoria nei procedimenti disciplinari. Il sindacato, attraverso il presidente nazionale Marcello Pacifico, sollecita inoltre lo sblocco delle risorse legate al dimensionamento scolastico per incrementare l'indennità di direzione e invoca uno scudo erariale specifico per chi deve gestire i complessi flussi finanziari del PNRR senza adeguate coperture. Tale richiesta appare particolarmente urgente alla luce delle responsabilità patrimoniali connesse alla gestione dei fondi europei, dove un errore procedurale non imputabile al dolo rischia di trasformarsi in un giudizio di responsabilità amministrativa davanti alla Corte dei Conti.

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