Al termine del percorso di studi nella scuola secondaria di primo grado, la prova scritta di lingue straniere continua a generare un acceso dibattito tra gli addetti ai lavori. La struttura attuale, definita dal Decreto Ministeriale n. 741 del 3 ottobre 2017, impone agli studenti di affrontare in un’unica sessione sia l’inglese che la seconda lingua comunitaria, portando a una media che spesso non rispecchia l’effettivo bagaglio di competenze acquisito nel triennio.
Le perplessità sollevate da molti docenti riguardano principalmente la gestione logistica della prova. La somministrazione dei due compiti in tempi ravvicinati obbliga i ragazzi a un repentino cambio di registro linguistico, aumentando in modo esponenziale il carico cognitivo durante una fase già delicata come quella dell'Esame di Stato. A ciò si aggiunge una criticità di natura pedagogica legata alla disparità degli obiettivi didattici previsti dalle Indicazioni Nazionali.
Costringere gli studenti a effettuare un repentino "switch" mentale da un sistema linguistico all'altro nell'arco di poche ore rappresenta un carico cognitivo eccessivo.
Il nodo centrale rimane l'attribuzione di un voto unico per entrambe le lingue. Il sistema attuale non tiene conto della diversa natura dei percorsi formativi: mentre per l'inglese si punta al raggiungimento del livello A2, per la seconda lingua comunitaria il traguardo è fissato sul livello A1. Questa discrepanza è accentuata dalla continuità didattica, dato che l'inglese gode di un approccio pluriennale che parte dalla primaria, a differenza della seconda lingua, introdotta solo nel ciclo secondario con un monte ore ridotto.
Verso una revisione delle modalità d'esame
La richiesta che emerge da una parte consistente del corpo docente è di tornare a una distinzione netta tra le prove. La separazione delle giornate di esame e, soprattutto, l'assegnazione di voti autonomi per ogni disciplina permetterebbero di formulare un giudizio più trasparente e aderente alle reali capacità linguistiche degli alunni. Una modifica in tal senso restituirebbe la necessaria dignità formativa a entrambe le lingue straniere, valorizzando il lavoro svolto durante il triennio.
Per i docenti di lingua che intendono approfondire le metodologie didattiche e certificare le proprie competenze in ottica di aggiornamento professionale, è possibile consultare l'offerta formativa dedicata. Una preparazione solida è fondamentale per affrontare al meglio le sfide della didattica moderna e supportare gli studenti nel raggiungimento dei traguardi previsti dal curriculum, come descritto nelle opzioni disponibili per il perfezionamento CLIL + certificazione lingua.
Per approfondire: CEMFORM propone il percorso CLIL + Inglese — un programma di perfezionamento che combina competenze linguistiche certificate e metodologie didattiche avanzate per docenti, garantendo un punteggio significativo nelle graduatorie GPS.