Formazione & Certificazioni

Fondi MOF 2025/26: ritardi nei pagamenti per il personale scolastico

Ancora ritardi sui Fondi MOF 2025/26: 280 milioni bloccati per docenti e ATA. Ecco la situazione attuale sui compensi del personale scolastico italiano.

Fondi MOF 2025/26: ritardi nei pagamenti per il personale scolastico

Photo by Ibrahim Boran on Pexels

La burocrazia scolastica torna a far discutere, lasciando migliaia di docenti e personale ATA in attesa di risposte concrete sui propri compensi. Nonostante la nota ministeriale del 30 settembre 2025 abbia formalmente disposto l'assegnazione delle risorse relative al Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (MOF) per l'anno scolastico 2025/2026, la realtà operativa nelle segreterie e sui portali SIDI racconta una storia diversa. Sono circa 280 milioni di euro le risorse attualmente bloccate, una cifra che pesa non poco sull'economia domestica di chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento degli istituti.

Il calcolo degli importi, basato sul CCNI sottoscritto lo scorso 29 settembre 2025, avrebbe dovuto sbloccare rapidamente i flussi finanziari. Eppure, il caricamento dei dati sui sistemi informativi del Ministero dell'Istruzione e del Merito sta subendo rallentamenti tecnici che impediscono alle scuole di procedere con la contrattazione integrativa d'istituto. Senza questo passaggio fondamentale, i fondi restano congelati, rendendo impossibile la liquidazione delle spettanze per le attività aggiuntive svolte dal personale.

Il ritardo nel caricamento dei fondi MOF non è solo un intoppo tecnico, ma un segnale di una macchina amministrativa che fatica a gestire la complessità delle nuove tabelle retributive.

Ma cosa comporta concretamente questo stallo per il personale? Per i docenti, il blocco riguarda le ore eccedenti e le attività di progettualità legate al PTOF, mentre per il personale ATA si traduce in un'attesa snervante per il pagamento delle indennità di direzione e dei compensi per le prestazioni straordinarie. La situazione è monitorata con attenzione dalle sigle sindacali, che denunciano come la mancanza di tempestività nel caricamento dei dati SIDI stia creando un clima di incertezza diffusa tra le RSU, chiamate a gestire contratti che, di fatto, non hanno ancora una copertura finanziaria certa.

Le segreterie scolastiche, già oberate da una mole di lavoro crescente, si trovano ora a dover gestire le richieste di chiarimento di un personale giustamente preoccupato. È evidente che, in un contesto in cui la digitalizzazione dovrebbe semplificare i processi, la dipendenza da procedure centralizzate ancora troppo rigide finisce per penalizzare proprio chi lavora sul campo. Resta da capire se il Ministero riuscirà a intervenire con una procedura d'urgenza per sbloccare i 280 milioni di euro prima che il malumore tra il personale si trasformi in una mobilitazione più ampia.

In questo scenario di incertezza burocratica, la professionalizzazione del personale ATA diventa ancora più cruciale per gestire con competenza le sfide amministrative che la scuola moderna richiede. Per chi desidera consolidare il proprio profilo professionale e migliorare le proprie competenze gestionali, CEMFORM offre percorsi mirati riconosciuti dal MIM.

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