Il comportamento dei consumatori sta subendo una trasformazione radicale e l'analisi di McKinsey mette in luce quattro tendenze globali che ridefiniscono il mercato. Tra queste, la digitalizzazione spinta e l'ascesa della Generazione Z stanno modificando non solo le abitudini d'acquisto, ma anche il rapporto quotidiano con la tecnologia e l'intelligenza artificiale generativa.
Nel panorama economico odierno, la velocità con cui le innovazioni tecnologiche penetrano nel tessuto sociale ed economico impone una revisione profonda dei modelli formativi e professionali. Non si tratta più soltanto di comprendere le dinamiche del commercio elettronico tradizionale, ma di anticipare l'impatto che l'automazione avanzata e i sistemi basati su algoritmi predittivi hanno sulle nuove generazioni. Questo scenario di transizione digitale permanente investe direttamente anche il settore della pubblica amministrazione e della scuola, dove la digitalizzazione non è più un'opzione, ma un requisito strutturale normato da precisi standard europei e nazionali.
I social media rappresentano ormai il canale principale per i più giovani in ogni fase del percorso commerciale. Il 28% dei ragazzi della Gen Z utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa per fare acquisti, mentre il 60% fa ricorso regolare alle panoramiche AI all'interno dei motori di ricerca tradizionali. Questo divario generazionale appare evidente se confrontato con i dati dei baby boomer, dove le percentuali crollano rispettivamente al 16% e al 29%.
Le implicazioni di questa frattura digitale si riflettono inevitabilmente sul mondo del lavoro e dell'istruzione. Per i docenti e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche, la sfida quotidiana consiste nel colmare la distanza culturale tra nativi digitali e istituzioni. I giovani accedono alle informazioni con logiche disintermediate, basate su flussi multimediali rapidi e interazioni istantanee. Ciò richiede al corpo docente non solo di aggiornare la propria cassetta degli attrezzi metodologica, ma di sviluppare una alfabetizzazione digitale critica, capace di orientare gli studenti nell'uso consapevole e sicuro di strumenti complessi come l'intelligenza artificiale generativa.
Il viaggio che porta all'acquisto è sempre più digitale e mediato, con i social che guidano la scoperta e la scelta finale dei prodotti.
La tecnologia non si limita allo shopping ma intercetta anche le priorità legate alla salute e al benessere personale. Il 75% della Gen Z e il 73% dei Millennial utilizzano dispositivi indossabili come smartwatch e fitness tracker, mentre il 26% si affida ai modelli di intelligenza artificiale per orientarsi tra temi di benessere fisico.
In questo contesto di rapida evoluzione tecnologica, il quadro normativo italiano ed europeo spinge con decisione verso l'innalzamento delle competenze digitali di base e avanzate. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), insieme alle linee guida ministeriali sulla transizione digitale della scuola, sottolinea la necessità di dotare il personale scolastico di certificazioni riconosciute che attestino reali capacità di gestione e comprensione dei framework digitali europei, come il modello DigComp 2.2. Questo quadro di riferimento europeo definisce in modo puntuale le competenze digitali necessarie per i cittadini, articolandosi in aree chiave che vanno dalla risoluzione dei problemi alla sicurezza, passando per la creazione di contenuti digitali.
Per il personale scolastico, acquisire una certificazione in linea con il framework DigComp 2.2 non risponde soltanto a un'esigenza di aggiornamento professionale, ma rappresenta uno strumento strategico per il proprio percorso di carriera. Nelle graduatorie ATA e nelle procedure di aggiornamento delle graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) dei docenti, il possesso di certificazioni informatiche accreditate costituisce un elemento determinante per il punteggio, traducendosi in un vantaggio competitivo concreto nei processi di mobilità e inserimento lavorativo.
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