Organizzare un viaggio d'istruzione è diventato un vero e proprio percorso a ostacoli per il personale scolastico italiano. Tra scartoffie burocratiche interminabili, la costante paura legata alla responsabilità civile e penale della culpa in vigilando e carichi di lavoro sempre più gravosi, trovare insegnanti disposti a salire sul pullman con gli studenti è ormai un'impresa titanica.
Il quadro normativo di riferimento affonda le sue radici in decreti risalenti a diversi decenni fa, spesso anacronistici rispetto alla complessità della società moderna e alle dinamiche relazionali delle nuove generazioni. La gestione di un gruppo di adolescenti in un contesto extra-scolastico richiede un'attenzione costante, che si protrae ben oltre il normale orario di servizio stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Eppure, mentre le mansioni e i rischi sono esponenzialmente cresciuti, la cornice di tutela giuridica ed economica è rimasta immobile.
Il nodo centrale della questione riguarda un vuoto economico che dura da circa vent'anni, periodo in cui la diaria di missione per gli accompagnatori è di fatto scomparsa dai radar della contrattazione e dei finanziamenti ministeriali. Ma chi accetterebbe di passare le proprie giornate e notti a sorvegliare decine di adolescenti lontani da casa, assumendosi rischi enormi per la propria incolumità professionale, senza ricevere alcun riconoscimento economico adeguato?
Le conseguenze di questo stato di cose si riflettono direttamente sui dati statistici: secondo le stime preliminari raccolte dalle principali associazioni di categoria, Negli anni recenti si è registrata una contrazione superiore al 40% delle uscite didattiche e dei viaggi di più giorni nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Molti istituti si trovano costretti ad annullare visite guidate già programmate semplicemente perché nessun docente intende firmare l'autorizzazione a fungere da accompagnatore, vanificando così la programmazione didattica annuale approvata dal Collegio dei Docenti.
Dal punto di vista pratico, l'assenza di tutele adeguate colpisce non solo i docenti ma l'intera comunità educante, compresi gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici coinvolti nella complessa fase organizzativa. La stesura dei preventivi, la raccolta delle autorizzazioni firmate dai genitori, la gestione delle diete speciali e la stipula delle polizze assicurative integrative rappresentano un carico di lavoro straordinario che spesso ricade su segreterie scolastiche già cronicamente sottorganico.
Il sindacato Anief alza la voce e chiede il ripristino immediato dell'indennità di missione per i docenti accompagnatori durante i viaggi d'istruzione, sottolineando come la professionalità del personale non possa più essere data per scontata o sfruttata attraverso il volontariato obbligato nei fatti.
Le richieste sindacali si concentrano sulla necessità di stanziare appositi capitoli di spesa all'interno del bilancio ministeriale, svincolando i costi dei viaggi dalle sole tasche delle famiglie — già provate dal carovita — e garantendo al contempo un compenso forfettario giornaliero che riconosca l'effettiva disponibilità H24 richiesta al docente in trasferta. Senza un fondo dedicato, il rischio concreto è la creazione di una didattica "a due velocità", accessibile solo agli studenti le cui famiglie possono permettersi di sostenere costi aggiuntivi di supervisione o dove il corpo docente accetta l'incarico per puro spirito di abnegazione.
Le responsabilità penali e civili a carico del personale docente durante le uscite didattiche continuano a frenare l'adesione volontaria alle iniziative culturali. Giurisprudenza alla mano, la linea di demarcazione tra l'imprevedibilità del comportamento giovanile e la presunta "culpa in vigilando" del professore resta sottile e fonte di profonda ansia per la categoria, spesso costretta a stipulare costose polizze assicurative di responsabilità civile professionale a proprie spese per sentirsi tutelata in tribunale.
In questo scenario complesso, per orientarsi tra i meandri della normativa vigente e aggiornarsi costantemente sulle novità contrattuali e legislative che riguardano la scuola, il personale può fare affidamento sulle analisi approfondite e sui servizi di aggiornamento professionale offerti da CEMFORM, da sempre al fianco dei lavoratori della conoscenza per offrire supporto, formazione mirata e strumenti operativi concreti per affrontare le sfide quotidiane della professione docente.
Senza un intervento normativo concreto, risorse economiche mirate e una revisione complessiva del sistema delle responsabilità civili durante le attività all'aperto, la scuola rischia di perdere definitivamente uno dei momenti formativi più importanti per la socializzazione, l'inclusione e la crescita culturale degli alunni, riducendo l'esperienza scolastica alla sola dimensione frontale d'aula.
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