Il turismo scolastico registra una crescita marcata in tutta la Penisola, con il novantanove per cento degli istituti italiani che ha organizzato almeno un'uscita o un viaggio d'istruzione durante l'ultimo anno scolastico. Un dato che segna un incremento dell'otto percento rispetto alla stagione precedente, ferma al novantuno percento, confermando la voglia di ripartire con le attività culturali fuori dall'aula. Le statistiche elaborate dall'indagine Didatour, condotta su un campione di cinquecento docenti di ogni ordine e grado, delineano una mappa ben precisa delle preferenze nazionali.
Napoli si conferma saldamente in cima alla classifica delle destinazioni più scelte, seguita a ruota da Roma e Milano, mete privilegiate per itinerari artistici e storici. I viaggi all'estero, invece, rimangono un'opportunità circoscritta quasi esclusivamente agli studenti delle scuole superiori, che scelgono prevalentemente Francia, Spagna e Germania. Nonostante l'aumento delle partenze, il sistema si scontra quotidianamente con criticità organizzative profonde che rischiano di frenare il settore. La burocrazia complessa e la resistenza del corpo docente a farsi carico della vigilanza rappresentano i nodi gordiani più difficili da sciogliere per i dirigenti scolastici.
La scuola non può continuare a reggersi esclusivamente sulla disponibilità e sul senso del dovere degli insegnanti: non siamo una onlus, siamo professionisti con responsabilità enormi.
Accompagnare gli studenti fuori dalle mura scolastiche espone i docenti a rischi giuridici rilevanti, spesso a fronte di compensi irrisori o nulli. Molti istituti ripiegano su mete di prossimità o escursioni giornaliere proprio per evitare il forfait degli accompagnatori, ormai stanchi di accollarsi oneri penali e civili senza un riconoscimento economico proporzionato. Le attuali retribuzioni legate ai viaggi d'istruzione dipendono quasi interamente dai residui del fondo d'istituto inserito nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa, una soluzione ritenuta inadeguata dai sindacati di categoria.
Sulla questione interviene direttamente l'Anief, il cui presidente nazionale Marcello Pacifico punta il dito contro un vuoto normativo che dura da decenni. Secondo il sindacato, la soluzione passa attraverso il ripristino dell'indennità di missione per i docenti accompagnatori, una misura abolita esattamente vent'anni fa e mai più reintrodotta nei contratti collettivi nazionali di lavoro. Fino a quando il ministero eviterà di stanziare fondi dedicati e certi per chi vigila sugli studenti durante le uscite didattiche, il rischio di una paralisi silenziosa dei viaggi d'istruzione resterà una concreta realtà quotidiana per migliaia di istituti.
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