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Grazia Deledda dimenticata alla maturità: novant'anni fa la morte

A novant'anni dalla scomparsa di Grazia Deledda, la grande scrittrice premio Nobel viene clamorosamente esclusa dalle tracce della maturità.

Grazia Deledda dimenticata alla maturità: novant'anni fa la morte

Novant'anni fa si spegneva a Roma Grazia Deledda, la sola scrittrice italiana capace di conquistare il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926. Eppure, nonostante il secolo trascorso da quel prestigioso riconoscimento internazionale e la portata storica della sua opera, i recenti esami di maturità hanno completamente ignorato la sua figura, lasciandola fuori dalle tracce ministeriali e sollevando non poche polemiche tra i docenti di lettere.

Analizzando le statistiche delle ultime sessioni dell'Esame di Stato, emerge un trend preoccupante: la saggistica e la narrativa del Novecento extra-canonico faticano a trovare spazio nelle tipologie A, B e C ministeriali. Secondo un'indagine preliminare condotta su base campionaria tra i docenti di lettere delle scuole superiori italiane, oltre il 70% degli insegnanti ritiene che le tracce ministeriali tendano a ripiegare su un perimetro autoriale estremamente ristretto — dominato quasi interamente da Leopardi, Manzoni, Ungaretti, Montale e Primo Levi —, penalizzando le rare voci femminili che hanno segnato la storia letteraria del Paese.

Nata a Nuoro nel 1871 da una famiglia sarda benestante, l'autrice di "Canne al vento" ha dedicato l'intera esistenza alla narrazione di una Sardegna arcaica, aspra e profonda. Come è possibile che una pietra miliare della letteratura italiana venga estromessa dai radar delle commissioni d'esame? Una domanda che molti insegnanti si pongono, soprattutto considerando quanto il canone scolastico fatichi a rinnovarsi o, paradossalmente, a valorizzare i grandi classici quando ricorrono anniversari tondi.

Il quadro normativo che regola la predisposizione delle tracce ministeriali, supervisionato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito attraverso la struttura tecnica degli esami, prevede che le proposte tengano conto dei programmi effettivamente svolti nei licei e negli istituti tecnici. Tuttavia, l'assenza di linee guida vincolanti sull'inclusione di genere o sulla valorizzazione degli autori insigniti del Nobel lascia un margine di imprevedibilità che spesso si traduce in una forte autoreferenzialità delle scelte ministeriali. L'esclusione di Grazia Deledda non è soltanto una svista occasionale, ma il sintomo di una didattica della letteratura che, schiacciata sulla preparazione standardizzata ai test, fatica a recepire gli stimoli della ricerca accademica contemporanea.

La letteratura insegnata tra i banchi di scuola rischia spesso di cristallizzarsi sui soliti nomi, dimenticando voci universali che hanno segnato la storia culturale del Paese.

Per i docenti di lettere che ogni giorno affrontano le sfide dell'aggiornamento didattico, questa lacuna istituzionale rappresenta un banco di prova significativo. Integrare stabilmente la prosa deleddiana nei moduli curriculari del quinto anno non dovrebbe dipendendere dalla casualità di una traccia d'esame, ma derivare da una progettazione disciplinare consapevole. Opere come Elias Portolu o La madre offrono chiavi di lettura formidabili sul conflitto tra modernità e tradizione, sul senso di colpa e sulla psicologia femminile, temi di straordinaria attualità per gli adolescenti di oggi che richiedono competenze metodologiche avanzate da parte del corpo docente.

Le celebrazioni ufficiali ricordano i novanta anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 agosto 1936, ma il mondo della scuola sembra aver perso l'occasione di trasformare questa ricorrenza in un momento di riflessione critica per gli studenti dell'ultimo anno. Tra i corridoi degli istituti superiori si discute apertamente di un'occasione sprecata per valorizzare non solo la prosa deleddiana, ma anche il ruolo delle donne intellettuali nella storia d'Italia.

Di fronte a un'offerta formativa che richiede ai professori non solo competenze disciplinari verticali, ma anche una solida preparazione trasversale in ottica PNRR e innovazione metodologica, il dibattito sui programmi scolastici si intreccia strettamente con la formazione continua del personale docente. Spesso i piani dell'offerta formativa d'istituto (PTOF) faticano a recepire percorsi monografici su autori meno battuti dal ministero proprio a causa di un sovraccarico burocratico e di una carenza di percorsi di aggiornamento mirati per i docenti di ruolo e precari.

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