Quattro studenti su dieci affrontano la matematica con serie difficoltà, mentre la comprensione di un testo scritto in italiano mostra falle profonde che mettono a rischio la capacità di analisi critica dei nostri ragazzi. Di fronte a questo scenario, emerso con chiarezza dai dati sulle competenze degli studenti, la dirigente scolastica Antonella Mongiardo ha deciso di scrivere direttamente al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sollevando un tema che va ben oltre la semplice polemica estiva sui voti e sui programmi ministeriali.
Il problema dell'impoverimento linguistico e logico non riguarda soltanto i banchi di scuola, ma investe l'intera società. La scuola da sola non può colmare un divario che vede i giovani perfettamente a proprio agio tra i codici rapidi della cultura pop globale, ma drammaticamente impreparati di fronte a un'argomentazione complessa o a un ragionamento strutturato. Ma quanti studenti possiedono davvero gli anticorpi necessari per non farsi travolgere da questo flusso continuo di informazioni non filtrate? La risposta si riflette nei campanelli d'allarme suonati dalle ultime rilevazioni nazionali, che evidenziano una frattura profonda tra la velocità dei linguaggi digitali e la lentezza necessaria per costruire un pensiero autonomo.
Nella sua lettera, la dirigente propone una soluzione inattesa per molti: il ritorno del latino nella scuola secondaria di primo grado, ribattezzato non per nostalgie polverose ma come LEL, acronimo di Latino per l'Educazione Linguistica. Tradurre una versione o analizzare una struttura sintattica complessa non significa soltanto memorizzare declinazioni, ma esercitare una vera e propria ginnastica mentale. Questo processo costringe lo studente a smontare il pensiero, a decodificare i nessi causa-effetto e a cercare la precisione assoluta, offrendo un'analogia evidente con la risoluzione di un'equazione o con il debugging di un blocco di codice informatico.
Il latino, la scrittura a mano e il valore dell'errore sono strumenti di libertà per dare ai ragazzi la capacità di pensare e di scegliere.
Accanto alla dimensione linguistica, la proposta punta i riflettori su due elementi chiave delle nuove Linee Guida ministeriali: la riscoperta della scrittura a mano, capace di rallentare il flusso del pensiero per renderlo riflessivo, e la riabilitazione dell'errore come motore di crescita. Di fronte a un'emergenza educativa che rischia di minare la cittadinanza attiva delle future generazioni, la richiesta al Ministero è quella di investire su risorse reali, laboratori dedicati e docenti formati, trasformando la scuola in un vero presidio di uguaglianza meritocratica.
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