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IA a scuola e stop smartphone: la ricetta del ministro Valditara

Intelligenza artificiale in cattedra e stop agli smartphone tra i banchi: il ministro Valditara delinea la scuola del futuro tra innovazione e regole.

IA a scuola e stop smartphone: la ricetta del ministro Valditara

Photo by RDNE Stock project on Pexels

Intelligenza artificiale in cattedra e smartphone rigorosamente spenti o banditi dalle aule. Durante la visita alla nave oceanografica Laura Bassi nel porto di Trieste, il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha tracciato la rotta per i prossimi anni scolastici, toccando i nodi cruciali della transizione digitale e della gestione della tecnologia tra i banchi.

Sul fronte dell'innovazione, il governo ha stanziato ben 100 milioni di euro per inserire l'intelligenza artificiale direttamente nei programmi dei licei. Questo supporto tecnologico non resterà confinato ai laboratori, ma entrerà a pieno titolo nelle ore di matematica, fisica e nelle altre discipline STEM. L'obiettivo dichiarato prevede l'avvio di un percorso sperimentale basato su assistenti virtuali capaci di personalizzare l'insegnamento in base alle reali esigenze del singolo studente, un modello che verrà presto esteso su scala nazionale.

Questa iniezione di risorse si inserisce in un quadro di investimenti europei più ampio, mirato a colmare il divario digitale che storicamente penalizza alcune aree del Paese. Secondo recenti indagini OCSE PISA, l'efficacia della didattica digitale dipende strettamente da *come* lo strumento viene introdotto: l'uso ricreativo non regolamentato peggiora i livelli di apprendimento, mentre un tutoraggio algoritmico supervisionato da docenti esperti può incrementare la comprensione dei concetti complessi fino al 25% in soggetti con ritmi di apprendimento differenziati. Non si tratta, dunque, di delegare la lezione alla macchina, ma di fornire ai professori una sorta di "copilota" analitico in grado di segnalare tempestivamente quali alunni necessitano di recupero in algebra o di approfondimenti nella fisica quantistica di base.

L’IA deve essere di sostegno, non di sostituzione. E il cellulare resta fuori, perché la classe è il luogo dell’attenzione e del confronto diretto.

Ma quali saranno le contromisure per arginare le distrazioni digitali? Valditara ha ribadito la bontà della stretta sui telefoni cellulari, confermando che la linea dura adottata dall'Italia sta mostrando i primi riscontri positivi. Il passo successivo, secondo il capo del dicastero di Viale Trastevere, dovrebbe estendersi fuori dal perimetro scolastico attraverso un divieto normativo nazionale sull'accesso ai social network per i minori.

Le evidenze raccolte dall'Unione Europea mostrano che la dipendenza da smartphone e piattaforme social incide negativamente non solo sui voti, ma anche sulla salute psicologica, alimentando fenomeni di ansia e calo della soglia d'attenzione prolungata. Tuttavia, introdurre un divieto esteso anche all'extra-scuola solleva questioni giuridiche e tecniche complesse, legate alla privacy dei dati e ai sistemi di verifica dell'età (*age verification*). Lo stesso ministro ha però frenato sugli entusiasmi immediati, citando le complessità applicative riscontrate in modelli stranieri come quello australiano, dove i minori riescono ancora ad aggirare i blocchi telematici attraverso VPN o registrazioni con credenziali fittizie intestate a familiari maggiorenni.

Per gestire questa fase di profondo cambiamento, che richiede ai docenti di acquisire nuove competenze digitali e di padroneggiare i moderni strumenti informatici senza esserne sopraffatti, la formazione continua diventa un pilastro imprescindibile per tutto il personale scolastico. I docenti di ruolo e il personale ATA si trovano oggi a operare in ecosistemi scolastici sempre più interconnessi, dove la gestione della didattica a distanza (quando necessaria), la compilazione dei registri elettronici avanzati e la protezione dei dati sensibili degli studenti richiedono un aggiornamento normativo e tecnico costante, non più rimandabile.

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