Formazione & Certificazioni

Scuola e intelligenza artificiale: i paletti della Gilda al Senato

La Federazione Gilda Unams interviene in Senato sull'IA Act: no alla formazione non retribuita e paletti rigorosi a tutela dei docenti.

Scuola e intelligenza artificiale: i paletti della Gilda al Senato

Il confronto tra innovazione digitale e tutele sindacali entra nel vivo delle aule parlamentari. La Federazione Gilda-Unams ha recentemente portato la voce del comparto scolastico direttamente all'attenzione dell'8ª Commissione permanente del Senato dell'Ambiente e Innovazione tecnologica, ponendo l'accento sullo Schema di decreto legislativo noto come Atto n. 421. Il provvedimento ha il compito di adeguare la normativa italiana al Regolamento Europeo sull'Intelligenza Artificiale, un passaggio epocale che ridisegna i confini della cittadinanza digitale e dei diritti.

Durante l'audizione, guidata dal presidente Orazio Ruscìca e dal coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, il sindacato ha riconosciuto la validità dell'impostazione generale del testo. L'intelligenza artificiale non viene vissuta come una mera moda tecnologica passeggera, ma come una sfida strutturale che investe responsabilità e diritti. Ciononostante, il sindacato ha acceso i riflettori su alcune criticità che rischiano di ricadere direttamente sulle spalle dei docenti e del personale scolastico.

Uno dei nodi centrali della discussione riguarda l'aggiornamento professionale. La FGU si dice favorevole alla crescita delle competenze digitali, ma rispedisce al mittente qualsiasi tentativo di trasformare l'aggiornamento in un obbligo di servizio non retribuito o da svolgere interamente al di fuori dell'orario di lavoro.

La formazione è obbligatoria solo se svolta in orario di servizio. Qualsiasi ora eccedente deve essere riconosciuta e retribuita secondo il CCNL. L’innovazione non si fa con il volontariato mascherato.

La posizione espressa dai vertici sindacali punta a difendere la dignità professionale della categoria, ribadendo che l'introduzione di strumenti avanzati non deve in alcun modo comprimere o limitare la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. A questo si aggiunge il capitolo economico legato al mondo dell'università, dell'AFAM e della ricerca, dove il decreto mostra il fianco a pesanti perplessità a causa della clausola di invarianza finanziaria.

Il confronto con il resto d'Europa evidenzia un divario che preoccupa gli addetti ai lavori. Mentre nazioni come la Germania, la Spagna e il Regno Unito stanziano centinaia di milioni di euro per integrare l'intelligenza artificiale negli atenei, in Italia si pretende una trasformazione organizzativa e didattica profonda senza stanziare risorse aggiuntive. Un'operazione a costo zero che rischia di lasciare gli istituti scolastici privi degli strumenti materiali necessari per affrontare la transizione digitale.

Non meno rilevante è la questione della privacy e della protezione dei dati sensibili, soprattutto quando a interagire con i sistemi algoritmici sono studenti e soggetti fragili. La Federazione ha denunciato un vuoto normativo preoccupante per quanto riguarda la responsabilità civile derivante da eventuali malfunzionamenti dei software intelligenti, chiedendo che la responsabilità venga attribuita direttamente ai fornitori e agli operatori tecnologici.

Le richieste formali depositate in Senato mirano a vincolare il governo attraverso il parere parlamentare. La Gilda chiede standard minimi nazionali inderogabili, il rispetto rigoroso dei limiti contrattuali, finanziamenti adeguati e un coinvolgimento costante delle organizzazioni sindacali in ogni fase attuativa del provvedimento. Per gestire in modo consapevole e sicuro le nuove frontiere tecnologiche senza subire passivamente i cambiamenti, gli insegnanti possono affidarsi a percorsi formativi mirati come quelli offerti con la certificazione DigCompEdu, pensata proprio per valorizzare le competenze digitali specifiche del corpo docente.

Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigCompEdu — la certificazione accreditata focalizzata sullo sviluppo delle competenze digitali e pedagogiche dei docenti, utile per potenziare la didattica con l'ausilio delle nuove tecnologie.

Fonti: GILDA
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